I dolcificanti artificiali spesso vengono presentati come molto più dannosi dello zucchero, ma questo senza che le prove scientifiche lo confermino. Un recente studio basato su sei dolcificanti diversi, tra cui aspartame e xilitolo, confermano il possibile effetto nell’accelerare il declino cognitivo. Tuttavia, secondo l’epidemiologo Gideon Meyerowitz-Katz, questa interpretazione è fuorviante, perché lo studio non porta un collegamento diretto.
La ricerca si basa su uno studio osservazionale condotto in Brasile, utilizzando i dati del progetto ELSA. I partecipanti hanno compilato un questionario sulle proprie abitudini alimentari all’inizio dello studio, mentre le loro capacità cognitive sono state monitorate per otto anni. Gli autori hanno osservato che le persone con il consumo dichiarato più elevato di dolcificanti mostravano un lieve peggioramento delle funzioni cognitive rispetto all’altro gruppo. Tuttavia, il consumo è stato stimato solo attraverso ciò che i partecipanti ricordavano di aver mangiato, un metodo considerato poco affidabile.
Il possibile danno dei dolcificanti artificiali
Lo studio presenta inoltre diversi limiti metodologici. I ricercatori hanno ipotizzato che la dieta dei partecipanti rimanesse invariata per otto anni, senza verificarlo. Inoltre, i dolcificanti analizzati sono sostanze molto diverse tra loro, rendendo improbabile che producano tutti lo stesso effetto sul cervello. È possibile anche il fenomeno della causalità inversa dover persone già affette da diabete o malattie cardiovascolari potrebbero aver scelto certi prodottivproprio a causa delle loro condizioni di salute. Alcune analisi incluse nello stesso studio, inoltre, non hanno trovato alcuna associazione significativa tra dolcificanti e invecchiamento cerebrale.
Infine, revisori indipendenti hanno individuato errori matematici e statistici nell’articolo, alcuni dei quali sono rimasti anche dopo una correzione ufficiale. Per questo motivo, lo studio fornisce si dimostra molto debole sull’eventuale relazione tra dolcificanti artificiali e salute del cervello. In sostanza, vengono richiesti prove migliori prima di lanciare allarmi mediatici del genere.

