Chiedetegli di ricordare un giorno preciso della sua vita e la risposta potrebbe contenere dettagli che per quasi tutti sono scomparsi da tempo. Un gruppo di ricercatori italiani ha studiato un ragazzo di 13 anni con una capacità eccezionale di recuperare ricordi autobiografici, descrivendo quello che ritiene il primo caso documentato di Highly Superior Autobiographical Memory (HSAM) nella prima adolescenza. Pubblicato sulla rivista Cortex, il caso è particolarmente interessante perché questa capacità era stata studiata soprattutto negli adulti. Il ragazzo ha mostrato prestazioni quasi perfette in alcuni test costruiti sulla sua storia personale.
Non è la leggendaria “memoria fotografica”
La HSAM non significa ricordare automaticamente ogni pagina letta, ogni formula studiata o qualsiasi numero incontrato. È una capacità molto più specifica: riguarda la memoria autobiografica, cioè la possibilità di recuperare con straordinaria precisione episodi ed eventi collegati alla propria vita. Una persona con HSAM può, per esempio, ricevere una data e ricordare che cosa accadde quel giorno, collegandola a esperienze personali e avvenimenti pubblici. Questo distingue il fenomeno dalle tecniche mnemoniche utilizzate dai campioni di memoria, che allenano deliberatamente strategie per memorizzare grandi quantità di informazioni.
Gli scienziati hanno costruito un test su misura
Per verificare che non si trattasse semplicemente di una forte convinzione soggettiva, i ricercatori hanno sviluppato un test autobiografico personalizzato, modellato sulle procedure utilizzate per identificare la HSAM negli adulti. Il ragazzo, indicato nello studio con le iniziali “AA” per tutelarne l’identità, è stato confrontato con sei coetanei e con la sorella minore. Doveva ricordare differenti categorie di avvenimenti: eventi pubblici, episodi scolastici, vacanze, viaggi ed esperienze personali. Le informazioni potevano così essere confrontate con fonti esterne o testimonianze familiari, invece di affidarsi soltanto al racconto del partecipante.
I risultati sono stati fuori scala
Le prestazioni sono risultate eccezionali. Per eventi pubblici e scolastici, AA ha raggiunto il 100% di accuratezza, mentre nei controlli le medie erano rispettivamente circa il 9,8% e l’11,1%. Per vacanze e viaggi l’accuratezza del ragazzo è stata del 90%, contro circa il 35% dei controlli. Le analisi statistiche hanno stimato che le sue prestazioni in alcune categorie fossero superiori a quelle attese per oltre il 99,9% della popolazione. Questo dato, però, non significa che sia stata testata direttamente la memoria di migliaia di persone: è una stima statistica ricavata dal confronto sperimentale.
Il resto delle sue capacità cognitive era sorprendentemente normale
Forse il risultato più interessante è ciò che gli scienziati non hanno trovato. Il ragazzo è stato sottoposto anche a valutazioni neuropsicologiche, cognitive e comportamentali e, al di fuori della memoria autobiografica, mostrava un profilo sostanzialmente tipico. Questo suggerisce che la HSAM non debba essere interpretata semplicemente come un’intelligenza eccezionale o una memoria superiore in qualsiasi ambito. Sono emerse invece tendenze ossessivo-compulsive simili a quelle già osservate in diversi adulti con HSAM, una caratteristica interessante ma che, sulla base di un singolo caso, non permette di stabilire un rapporto causale.
La scoperta mette in discussione quando matura la memoria autobiografica
Qui il caso diventa particolarmente importante per le neuroscienze dello sviluppo. La capacità autobiografica continua infatti a maturare durante l’adolescenza e viene generalmente considerata pienamente sviluppata intorno ai 15-17 anni. Eppure AA mostrava già a 13 anni una capacità straordinariamente evoluta. Gli autori suggeriscono quindi che la HSAM possa emergere prima di quanto si pensasse, seguendo una traiettoria accelerata o atipica dello sviluppo della memoria autobiografica. Studiare casi così precoci potrebbe aiutare a capire non soltanto la memoria eccezionale, ma anche come si costruiscono normalmente i nostri ricordi personali.
Cosa succede nel cervello di chi ricorda così tanto?
La risposta non è ancora definitiva. Altre ricerche sulla HSAM hanno individuato particolarità nelle reti cerebrali coinvolte nel recupero autobiografico. Uno studio del 2026 ha osservato una maggiore connettività tra corteccia prefrontale mediale e ippocampo e una maggiore stabilità di circuiti appartenenti al default mode network, rete fortemente coinvolta nel pensiero rivolto verso se stessi e nel ricordo autobiografico. Un altro lavoro ha trovato particolari dinamiche delle oscillazioni cerebrali durante la costruzione e l’elaborazione dei ricordi nelle persone con HSAM. Questi risultati riguardano però gruppi differenti e non spiegano da soli il caso dell’adolescente.
Ricordare tutto potrebbe insegnarci perché normalmente dimentichiamo
Lo studio presenta un limite evidente: riguarda una sola persona, quindi non permette di stabilire quanto siano comuni queste caratteristiche negli adolescenti con memoria eccezionale. Gli stessi autori considerano necessario individuare e studiare altri casi. Eppure proprio gli individui fuori dalla norma possono diventare esperimenti naturali preziosi per comprendere il funzionamento del cervello. La memoria umana non è progettata per conservare perfettamente ogni esperienza: seleziona, modifica e dimentica continuamente. Capire perché alcune persone riescano invece ad accedere con straordinaria precisione al proprio passato potrebbe dunque aiutarci a rispondere a una domanda ancora più grande: perché il cervello di tutti gli altri ha bisogno di dimenticare?
