Indiana Jones e l’Antico Cerchio – L’Ordine dei Giganti: recensione del nuovo DLC

Date:

Share post:

Con L’Ordine dei Giganti, MachineGames arricchisce l’universo di Indiana Jones e l’Antico Cerchio con un’espansione che punta a catturare l’anima più cupa e segreta della saga. Questo DLC non intende riscrivere le regole del gioco base, ma piuttosto scavare nei suoi lati inesplorati, portando il giocatore nei sotterranei di Roma, in catacombe che odorano di storia e mistero, e nei meandri di culti dimenticati. È un contenuto pensato chiaramente per i fan che hanno amato il titolo originale e vogliono vivere un’ulteriore avventura di Indy, breve ma intensa, in cui il senso dell’ignoto si respira a ogni passo.

Trama

Il cuore narrativo del DLC si apre con un incarico apparentemente semplice: Indiana Jones viene contattato da Padre Ricci, un gesuita con competenze di restauro archeologico, che scopre una reliquia durante dei lavori sotterranei nella capitale. Come sempre accade con Indy, dietro l’apparente normalità si nasconde un enigma ben più grande. La reliquia si rivela collegata a un antico culto dedicato a Mitra, che nei secoli ha sviluppato riti segreti e legami con miti leggendari sui giganti.

Da qui inizia un’avventura che trascina il giocatore in un viaggio sotto le strade di Roma, tra cripte dimenticate e catacombe mai viste. La trama ruota attorno a un conflitto antico, dove alcuni membri del culto tentano di risvegliare poteri primordiali, convinti di potersi ricollegare agli stessi Nephilim. L’idea di fondo si lega bene al tema tipico di Indiana Jones: la tensione tra il desiderio umano di possedere reliquie di potere e il pericolo di risvegliare forze che dovrebbero rimanere sepolte.

La narrazione, pur essendo contenuta in durata, gioca molto sul fascino dei simboli religiosi, sulle iscrizioni mitraiche e su leggende legate al concetto di Ordine dei Giganti, una setta che cerca di preservare segreti proibiti. Indy affronta questa avventura con il suo solito mix di ironia, scetticismo e coraggio, ma il tono è più cupo rispetto al gioco base: meno scanzonato, più carico di tensione. È una scelta narrativa che funziona, perché dà varietà e rende il DLC più maturo e riflessivo.

Grafica

Dal punto di vista tecnico, L’Ordine dei Giganti mantiene la qualità già apprezzata nell’Antico Cerchio, ma sposta il focus estetico. Qui non ci sono ampi scorci esotici o panorami spettacolari: il protagonista è Roma sotterranea, rappresentata con una cura maniacale per il dettaglio. Le catacombe appaiono umide, soffocanti, con pareti scolpite nella pietra e segni di antiche incisioni che sembrano voler raccontare storie dimenticate. Le cripte sono animate da giochi di luce e ombra che sfruttano torce tremolanti, lampade fioche e fessure da cui filtra appena la luce naturale.

Il sistema di illuminazione gioca un ruolo fondamentale, trasformando ogni stanza in una scena dal fascino quasi cinematografico. Le ombre si muovono sulle pareti, il fumo delle candele ondeggia e contribuisce a creare un’atmosfera quasi sacrale. Anche i materiali sono resi con grande attenzione: le pietre consumate, i mosaici rovinati, i simboli mitraici scolpiti hanno un livello di dettaglio che cattura l’occhio.

Certo, non mancano alcuni piccoli cali di definizione in aree più complesse, e la scelta di ambientazioni prevalentemente buie limita un po’ la varietà cromatica. Ma il risultato è comunque affascinante, perché riesce a evocare quel senso di claustrofobia e mistero che un’avventura di questo tipo deve trasmettere. Su PS5 l’esperienza rimane fluida, con caricamenti rapidi e un comparto tecnico che sostiene bene la densità visiva del DLC.

Meccanica di gioco

Sul piano delle meccaniche, non si registrano rivoluzioni rispetto al gioco principale. Il sistema resta quello già noto, con combattimenti corpo a corpo, uso delle armi da fuoco, sezioni stealth e arrampicata. Tuttavia, L’Ordine dei Giganti calibra diversamente il mix: meno combattimenti a viso aperto e più enfasi su esplorazione ed enigmi ambientali.

I puzzle sono un punto di forza del DLC: richiedono di osservare attentamente simboli, ricostruire sequenze, muovere meccanismi nascosti e decifrare iscrizioni. Non sono eccessivamente complessi, ma offrono quella soddisfazione intellettuale che ben si sposa con il ruolo di Indy come archeologo e non solo come avventuriero d’azione.

Le sezioni stealth guadagnano importanza. Muoversi silenziosamente tra i corridoi delle catacombe, evitando sentinelle del culto o soldati che pattugliano i sotterranei, crea un ritmo diverso. Peccato che la IA dei nemici non sempre si comporti in modo credibile: a volte reagisce con ritardo o ignora rumori sospetti, spezzando un po’ la tensione.

Nei combattimenti, la varietà non è enorme: si affrontano soprattutto accoliti del culto e qualche nemico più resistente. Non ci sono veri e propri boss fight memorabili, ma alcune sequenze di scontro finale contro gruppi numerosi sono ben orchestrate e riescono a dare un senso di climax.

Gameplay

Il gameplay nel suo complesso riflette l’intenzione di offrire un’avventura più lenta, cupa e riflessiva. Non ci si lancia continuamente in sparatorie o inseguimenti, ma si esplora con cautela, si osservano i dettagli, si interpretano indizi. Questo approccio dà al DLC un’identità distinta, che lo differenzia dal gioco base senza allontanarsi troppo dalla formula.

La progressione è piuttosto lineare: non ci sono grandi possibilità di scelta nel percorso, ma alcuni ambienti offrono aree opzionali che contengono documenti, iscrizioni e collezionabili utili ad arricchire la lore. È un contenuto che premia la curiosità più che la velocità, ideale per i giocatori che amano scoprire ogni segreto nascosto.

La varietà del gameplay potrebbe sembrare ridotta a chi sperava in sezioni completamente nuove o in strumenti inediti, ma chi cerca un’avventura compatta e coerente troverà soddisfazione. L’alternanza di momenti di calma, enigmi da risolvere e scontri più concitati mantiene un ritmo equilibrato, senza eccessi né cadute.

Longevità

La durata complessiva si assesta sulle 4-5 ore per chi segue la trama principale. I più meticolosi, che esplorano ogni catacomba alla ricerca di reliquie e documenti, possono arrivare a 6-7 ore, ma il DLC resta comunque contenuto nelle dimensioni.

Il prezzo, attorno ai 20 euro, è proporzionato per chi ama la saga e desidera un’espansione narrativa con ambientazioni curate. Per altri potrebbe sembrare leggermente alto rispetto ai contenuti, soprattutto se ci si concentra solo sulla trama principale senza esplorare a fondo.

Conclusioni

Indiana Jones e l’Antico Cerchio: L’Ordine dei Giganti è un’espansione che convince soprattutto per la sua atmosfera. Non rivoluziona il gameplay, non allunga la durata in modo significativo, ma offre un’esperienza compatta, solida e coerente con l’universo di Indy. Il suo pregio principale sta nel trasportare il giocatore in un viaggio oscuro e suggestivo sotto Roma, fatto di enigmi, misteri e tensione.

Se avete amato il gioco base e desiderate calarvi ancora una volta nei panni di Indiana Jones, questo DLC è un acquisto consigliato. Non aspettatevi novità clamorose o boss fight memorabili, ma preparatevi a un’avventura intensa, ben scritta e impreziosita da ambientazioni affascinanti.

Il voto finale, considerando pregi e difetti, è un 7,5/10: un contenuto che non punta all’innovazione ma che riesce a consolidare l’esperienza di Indiana Jones e l’Antico Cerchio, donandole un nuovo capitolo di fascino e mistero.

Denis Dosi
Denis Dosi
Appassionato di tecnologia e di scrittura sin dalla tenera età, mi laureo in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano nel 2016. Ora lavoro con Focustech riuscendo a combinare le mie due più grandi passioni.

Related articles

WhatsApp metterà in guardia sui tentativi di truffa

Con l'aumentare dei tentativi di truffa su WhatsApp, Meta ha pensato bene di introdurre una funzione che permetterà...

Ecografo indossabile in gravidanza: la svolta della prevenzione

L'assistenza medica durante la gestazione ha storicamente seguito un protocollo scandito da scadenze rigide, visite ambulatoriali periodiche ed...

Polaroid Go Gen 3: specchio selfie e doppia esposizione nella fotocamera più compatta

Quanta ingegneria serve per ridurre all'essenziale una fotocamera istantanea senza trasformarla in un giocattolo? Polaroid Go Generation 3...

Popolazioni andine e il “superpotere” di digerire patate

Nelle alte Ande, dove l’ossigeno è scarso e le condizioni ambientali sono estreme, alcune popolazioni indigene sembrano aver...