Australia: incendi domati, ma il futuro non lascia presagire niente di buono

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I pompieri in Australia hanno da poco annunciati di essere riusciti a domare tutti gli incedi del paese. Non esattamente spenti, ma non sono più un pericolo. Detto questo, il paese in questione si ritrovato di fronte a un’esperienza mai provata. Se è vero che gli incendi non sono una novità, eventi di queste proporzioni non sono mai avvenuti.

Il cambiamento climatico ha avuto un ruolo fondamentale in questo disastro, insieme all’uomo ovviamente. Gli ecosistemi dell’Australia sono molto suscettibili e le temperature sempre più calde e nessuna azione mirata da parte del governo, fa si che questo genere di eventi saranno sempre più comuni. Il problema va proprio visto nella linea di pensiero della politica.

L’economia australiana è fortemente basata sull’estrazione dei combustibili fossili, il carbone più di tutti. Apparentemente quei pochi politici che cercando di indirizzare il paese verso una politica più verde, vengono esclusi. È capitato a quattro ministri che sono stati espulsi dal governo proprio per questo motivo.

 

La scelta dell’Australia

Una delle regioni più colpite da questi incendi è il Nuovo Galles del Sud. Chi vive in quella zona si basa quasi esclusivamente sul carbone per venir riforniti di energia elettrica, oltre al fatto che l’estrazione e tutta la filiera collegata rappresentano numerosi posti di lavoro. Nonostante gli incendi, diverse comunità locali hanno chiesto più incentivi per la costruzione di nuove centrali a carbone.

Le parole di un dei deputati a favore di un cambiamento: “Il dibattito è molto divisivo. C’era una certa difensività nei primi giorni di questo dibattito perché il dito era puntato in modo così diretto sul carbone e sui combustibili fossili. Devi pensare a una generazione che ha lavorato duramente per costruire la prosperità dell’Australia sui combustibili fossili. Devi stare molto attento nel dibattito sulla ripartizione della colpa. Non è come se fosse stato fatto apposta. Si tratta di riconoscere ed essere grati per quel contributo, ma riconoscere che dobbiamo evolvere.”

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