Le criptovalute sono tornate alla ribalta. Il 5 marzo, il prezzo del Bitcoin ha superato il suo record storico, toccando i 66.000 euro, e continuando poi la sua salita. Nel 2024 ha garantito agli investitori un rendimento superiore a quello di quasi tutti gli altri asset. Ma dietro l’entusiasmo si nascondono dubbi e domande: cosa determina il valore del Bitcoin? È solo una bolla speculativa o una nuova frontiera della finanza?
I sostenitori del Bitcoin credono che la sua scarsità (solo 21 milioni di monete in circolazione) e la sua natura decentralizzata lo rendano un’arma contro l’inflazione e un sostituto sicuro delle valute tradizionali. Tuttavia, non produce reddito, non è utilizzato per pagamenti quotidiani e non è regolamentato da alcuna autorità. Per questo motivo, secondo alcuni economisti, è difficile attribuirgli un valore oggettivo.
L’aumento del prezzo del Bitcoin è spesso alimentato dall’hype e dalle aspettative positive sui social media. Il fenomeno dell’halving, il dimezzamento periodico della quantità di nuovi Bitcoin immessi in circolazione, viene spesso interpretato come una garanzia di un futuro aumento di prezzo, anche se in realtà si tratta di un semplice meccanismo di funzionamento del sistema.
L’adozione diffusa del Bitcoin come metodo di pagamento è ancora lontana. Il suo valore rimane estremamente volatile e soggetto a fluttuazioni improvvise. E se la fiducia collettiva nel Bitcoin crollasse? Le conseguenze potrebbero essere disastrose per gli investitori.
Prima di investire in Bitcoin è fondamentale essere consapevoli dei rischi e fare le proprie ricerche. Non si tratta di un investimento sicuro e il suo valore potrebbe crollare improvvisamente.
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