I vulcani attirano da sempre la nostra attenzione, sia per le loro affascinanti evoluzioni pirotecniche, sia perché le eruzioni vulcaniche sono eventi che, per quanto meravigliosamente spettacolari, spesso sono anche molto pericolose. Rappresentano infatti una continua preoccupazione per le popolazioni che vivono nei pressi dei vulcani, così come per le conseguenze che le dense colonne di fumo e ceneri bollenti possono avere sul clima.
Per questo motivo ricercatori, sismologi e geologi, sono continuamente al lavoro per monitorare la situazione dei vulcani, soprattutto dei grandi vulcani come il Monte Sant’Elena, il Vesuvio ed il Krakatoa, le cui eruzioni vulcaniche hanno in passato colto di sorpresa l’uomo, causando danni devastanti.
Ma studiare i crateri e le caldere vulcaniche, spesso può rivelarsi pericoloso e alcune zone sono davvero off-limits per i ricercatori. A questo potrebbe porre rimedio un team internazionale di scienziati statunitensi e di altri sette paesi che ha sviluppato un sistema per prevedere meglio l’eruzione di un vulcano attivo con l’aiuto dei droni.
Tutto ha avuto inizio quando un team di ricercatori del progetto Above, è partito nel maggio 2019 alla volta della Papua Nuova Guinea per studiare il vulcano Manam. Nel loro viaggio di ricerca, il team era equipaggiato con droni, come il DJI Phantom, opportunamente modificati con strumenti come sensori di gas in miniatura e spettrometri.
Grazie ai droni, il team del progetto Above, ha potuto osservare, studiare e raccogliere campioni sulle prese d’aria attive del vulcano, rimanendo alla distanza di sicurezza di oltre 6 km. I droni hanno inoltre permesso di compiere misurazioni lungo il percorso da dove i ricercatori li hanno alzati in volo, sino al sito di interesse sul vulcano.
Grazie ai droni modificati con l’aggiunta di sofisticati strumenti, i ricercatori hanno potuto calcolare il rapporto tra zolfo e anidride carbonica delle emissioni vulcaniche. Un parametro che ritengono fondamentale per determinare la probabilità che si verifichi un’eruzione vulcanica. Questo dato infatti è di aiuto ai vulcanologi per determinare la fonte del magma di un vulcano.
Inoltre i dati raccolti dai ricercatori del progetto Above, potranno essere utili a comprendere il rapporto tra le emissioni vulcaniche ed il ciclo del carbonio, aumentando così la nostra conoscenza sui cambiamenti climatici.
Il professor Alessandro Aiuppa uno dei coautori del rapporto pubblicato sulla rivista Frontiers in Robotics and AI, ha descritto il lavoro svolto dal team di Above come “un vero progresso nel nostro campo. Dieci anni fa avresti potuto solo cercare di indovinare quali fossero le emissioni di CO2 di Manam”.
Ph. Credit: Dr. Emma Liu, progetto Above,
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