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ExoMars 2016, anche l’Europa si prepara per l’atterraggio su Marte

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Tra poche ore il modulo della missione Esa ExoMars atterrerà sulla superficie di Marte. il viaggio è iniziato lo scorso 14 marzo e a breve dunque si concluderà. Alle ore 16:42 del 16 ottobre, inizieranno infatti le manovre di sgancio del modulo e il suo contatto con la superficie di Marte avverrà esattamente Oggi 19 ottobre 2016.

Con questa missione dunque l’Europa fa il suo debutto sul pianeta rosso. E’ questo del resto l’obiettivo principale della missione, che punta anche a raccogliere campioni del suolo che poi verranno analizzati dal Lander intitolato a Giovanni Schiaparelli, noto astronomo italiano che ha dedicato i suoi studi proprio al pianeta rosso.

L’obiettivo della missione è quello di conoscere meglio l’ambiente di Marte analizzando tutti i suoi aspetti cercando tracce di vita presente o passata e valutare se sono possibili missioni umane sul pianeta rosso. Questo del resto rimane l’obiettivo principale degli scienziati di tutto il mondo, i quali sperano in futuro di poter mettere a punto le tecnologie necessarie per compiere questo importante passo. In questa missione il ruolo degli scienziati italiani è stato molto importante. Infatti il modulo di discesa è stato realizzato sotto la loro responsabilità e anche molti strumenti di bordo, tra quelli più importanti.

ExoMars il lander Schiapparelli è atterrato

Un esempio del contributo italiano a ExoMars è DREAMS, questo sistema altri non è che un insieme di sensori realizzati per valutare con accuratezza quelli che sono i parametri meteorologici e le condizioni ambientali di Marte. Questo viene fatto, in parole povere, analizzando alcuni valori relativi a pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare. Lo strumento, avrà un compito fondamentale in questa missione in quanto quando il modulo atterrerà sulla superficie del Pianeta è attesa una grande quantità di polveri nell’atmosfera di Marte. 

Altro sistema made in Italy della missione ExoMars è AMELIA, sigla che in poche parole significa: Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis. Questo si occuperà di valutare l’atmosfera di Marte.

Questo avverrà grazie ad alcuni sensori che saranno attività durante la discesa del modulo e serviranno a valutare l’atmosfera. Ci sarà anche un micro-riflettore laser, denominato INRRI, creato con la supervisione del fisico Simone Dell’Agnello, rappresentante dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.

Sul lander in questione, che come detto poc’anzi atterrerà su Marte a breve, così come previsto dalla missione ExoMars, ci sarà un drill di 2 metri. Si tratta di uno strumento a dir poco fondamentale per raccogliere i campioni dal suolo del pianeta rosso,  questo sarà dotato di uno spettrometro che analizzerà l’evoluzione geologica e anche biologica del sottosuolo questo si chiama MA-MISS.

Leggi anche: Viaggi su Marte: gli astronauti rischiano demenza e depressione

Una missione storica per l’Europa

La fotocamera DECA scatterà le foto della discesa mentre la sonda TGO indagherà nell’atmosfera a caccia di metano e altri eventuali gas. NOMAD e ACS rileveranno e mapperanno i gas presenti nell’atmosfera.  Insomma una strumentazione ricca per una missione a dir poco importante, che qualcuno definisce direttamente come un qualcosa di storico per il nostro continente.

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