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I ghiacciai di montagna sono tra i maggiori responsabili dell’innalzamento degli oceani

L’Antartide si sta sciogliendo, l’Artico pure e ovviamente anche i ghiacciai di montagna. Per quanto i primi due siano a diretto contatto con gli oceani uno nuovo studio sta suggerendo che sono invece le riserve presenti nel punti più alti del nostro pianeta ha favorire l’innalzamento degli oceani. L’acqua rilasciata scorre nei torrenti che poi diventano fiumi che alla fine del loro viaggio si gettano dei mari e negli oceani e questo negli ultimi 60 ha causato proprio un terzo dell’innalzamento del livello di quest’ultimi.

Questo è un dato importante che potrebbe cambiare le previsioni in merito a questo fenomeno. Il maggior responsabile è sempre l’aumento delle temperature e non tanto perché fa appunto sciogliere il ghiaccio, ma perché fa espandere l’acqua aumentando così lo spazio occupato. Ecco una dichiarazione da parte di Michael Zamp, l’autore principale dello studio in questione: “I ghiacciai sono, al momento, uno dei driver rilevanti, e rimarranno così probabilmente nel prossimo secolo. Risultano essere molto sensibili, molto più sensibili delle lastre di ghiaccio e stanno davvero causando il problema adesso.”

 

Un problema più ampio

La ricerca dietro lo studio ha preso in esame ben 500 ghiacciai sparsi per tutto il mondo i cui campioni sono stati raccolti direttamente sul posto. A questi vanno aggiunti anche i dati satellitari di altri siti il cui numero è sorprendente, 19.000. L’analisi dei dati è partita dal 1961 e indica come queste riserve stiano causando un terzo dell’innalzamento; alcune annate si sono rivelate più disastrose come il periodo tra il 2003 e il 2009.

I ghiacciai che attualmente sono i più colpiti dall’aumento delle temperature sono comunque quelli presenti nel Circolo Polare Artico e dell’Antartide. “È bizzarro che siamo in grado di sederci qui e nel corso della nostra vita ad assistere alla scomparsa di questi ghiacciai. Fa impressione vedere queste cose scomparire davanti ai nostri occhi” le parole di Alex Gardner, esperto di ghiacciai della NASA.

Giacomo Ampollini

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