La Missione MarsExpress dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), partita nel 2003, ha già inviato meravigliose ed importanti immagini del Pianeta Rosso, tra cui quella del cratere ghiacciato, denominato Korolev. L’immagine fu diffusa dall’ESA lo scorso anno per celebrare i 15 anni della Missione.
Ora le nuove immagini che testimoniano la presenza di valli e fiumi, profondi e larghi con numerosi affluenti, è un ottimo inizio per la futura missione ExoMars2020. La missione prevede il lancio del rover Rosalind Franklin sul Pianeta Rosso, il cui scopo sarà quello di cercare la vita, presente e passata, su Marte.
In attesa che Rosalind compia le sue ricerche direttamente sulla superficie marziana, possiamo acquisire nuove informazioni su Marte, grazie agli sforzi della NASA e dell’ESA. Il lander InSight ed il rover Curiosity, continuano le loro indagini, anche se Curiosity ha avuto qualche problema nei giorni scorsi. Il lander NASA è anche in grado di fornirci bollettini meteorologici quotidiani dal Pianeta Rosso.
La missione dell’ESA continua a fotografare la superficie del pianeta, svelando preziose caratteristiche di Marte, come l’antica presenza di corsi d’acqua, risalenti al periodo in cui Marte aveva un atmosfera densa e pesante. Gli antichi fiumi, si trovano negli altopiani meridionali, nei pressi di un grande cratere da impatto denominato Huygens. I corsi d’acqua scorrevano da Nord a Sud, con strutture dendritiche, ovvero ramificate in una serie di affluenti, molto simili ai sistemi fluviali terrestri.
La missione ESA ha ottenuto scatti in alta definizione dei fiumi marziani, che si trovano tra l’altro in un’area limitrofa a quella dove atterrerà il rover Rosalind Franklin, protagonista della missione ExoMars2020, promossa dall’ESA assieme all’Agenzia spaziale russa Roscosmos.
Quella di Rosalind, il cui nome è ispirato alla chimica, cristallografa e biochimica britannica, Rosalind Franklin, è la prima missione il cui scopo è quello di cercare tracce della vita su Marte. Come aveva affermato Alice Bunn, dell’agenzia spaziale inglese “è giusto che il robot porti il suo nome, dato che cercherà i mattoni della vita su Marte, come lei fece sulla Terra attraverso il suo lavoro sul DNA”.
il Professore Enrico Flamini ha aggiunto che Rosalind “è l’unica missione che avrà uno strumento teso a scoprire forme di vita. Mentre quelle che l’hanno preceduta si sono limitate a verificare se, dal punto di vista geologico, Marte abbia avuto le condizioni per ospitare la vita”.
Rosalind potrebbe quindi svelarci se in quei fiumi fotografati dall’ESA, c’è mai stata vita e per quanto a lungo vi è vissuta. Che tipo di organismi ospitavano i fiumi di Marte? Per rispondere a tutti questi interrogativi, forse basterà attendere che Rosalind compia il suo lavoro sul Pianeta Rosso.
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