Diversi anni fa fu scoperto una piccolo sarcofago di 2.100 anni fa con al suo interno una ancora più piccola mummia. In un primo momento, quando i resti non era ancora stati analizzati a dovere, si era pensato che fosse la mummia di un uccello, forse un falco. Non ci sarebbe niente di strano considerando la mitologia egizia, ma qualcosa è cambiato.
Finalmente sono arrivati gli esami strumentali giusti. È stata fatta una TAC la quale ha rivelato quello che era una volta quell’essere mummificato. Era un feto di 28 settimane del Periodo Tolemaico. Niente uccello mistico quindi.
A suggerire, all’inizio, che si trattasse di un animale alato erano le decorazioni del sarcofago. Oltre alle dimensioni, c’era dipinta una testa di un falco in oro e i geroglifici facevano riferimento a Horus, il dio con la testa proprio di questo uccello.
Il museo che aveva in custodia il reperto, solo per caso decise di fare la TAC alla mummia. Il motivo è semplice. Si dava veramente per scontato che si trattava di un animale. Essendo però di piccole dimensioni, e già che stavano sistemando le mummie per un allestimento, decisero di effettuare l’esame.
Le parole dell’antropologo Andrew Nelson: “Sulla base della scansione a più alta risoluzione di una mummia fetale mai realizzata, siamo stati in grado di determinare che questo individuo era gravemente anencefalico. Sarebbe stato un parto morto, non sarebbe sopravvissuto alla nascita.La risposta della famiglia è stata quella di mummificare questo individuo, il che era molto raro. Nell’antico Egitto, i feti tendevano a essere sepolti in vasi, sotto i piani della casa, in vari modi. Ne sono noti solo circa sei o otto che sono stati mummificati. Quindi questo era un individuo molto speciale.”
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