Scienziati cinesi stabiliscono un record: luce intrappolata per oltre un’ora

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La ricerca nel campo della fisica quantistica ha compiuto un passo straordinario: un team di scienziati del Beijing Academy of Quantum Information Sciences (BAQIS) ha stabilito un nuovo record mondiale riuscendo a intrappolare informazioni basate sulla luce per 4.035 secondi, ovvero più di un’ora.

Questo risultato potrebbe avere implicazioni rivoluzionarie nel campo del calcolo quantistico e delle telecomunicazioni avanzate.

La sfida di immagazzinare la luce

Uno dei problemi più complessi della fisica quantistica riguarda l’immagazzinamento della luce. I fotoni, le particelle fondamentali della luce, viaggiano a velocità straordinarie e sono difficili da catturare e conservare.

Tradizionalmente, i tentativi di immagazzinamento della luce si basavano su materiali come alluminio metallico e nitruro di silicio, che però presentavano elevate perdite interne e potevano trattenere le vibrazioni solo per pochi secondi.

L’innovativo metodo del BAQIS

Per superare questi limiti, i ricercatori cinesi hanno sviluppato un approccio innovativo:

  1. Conversione della luce in suono – Il segreto di questa scoperta è stato trasformare i segnali luminosi in segnali sonori, molto più lenti e facili da manipolare.
  2. Utilizzo del carburo di silicio monocristallino – Questo materiale speciale ha permesso di intrappolare efficacemente le informazioni luminose, garantendo stabilità e minimizzando le perdite.
  3. Ambiente a temperature ultra-basse – La conservazione della luce è avvenuta in un sistema raffreddato a livelli di millikelvin, per mantenere l’integrità delle informazioni.

Come spiegato dal ricercatore Li Tiefu, il processo può essere immaginato come una pellicola sottile che assorbe l’energia luminosa trasformandola in vibrazioni sonore, consentendone la conservazione per periodi di tempo prolungati.

Le implicazioni per il futuro

La capacità di immagazzinare la luce per oltre un’ora rappresenta un enorme passo avanti nella computazione quantistica. I computer quantistici, a differenza di quelli tradizionali, sfruttano i principi della meccanica quantistica per eseguire calcoli estremamente complessi in tempi ridotti.

Questa scoperta potrebbe:

  • Migliorare la trasmissione e conservazione delle informazioni quantistiche, favorendo lo sviluppo di internet quantistico e comunicazioni ultra-sicure.
  • Aumentare l’efficienza dei computer quantistici, consentendo di eseguire calcoli più sofisticati e riducendo il problema della decoerenza quantistica.
  • Portare a nuove tecnologie nel campo della crittografia quantistica, garantendo una sicurezza informatica senza precedenti.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, apre nuove prospettive nel controllo e nella gestione delle informazioni quantistiche. Sebbene ci siano ancora sfide da affrontare, questa scoperta segna un passo fondamentale nella costruzione di un futuro dominato dalle tecnologie quantistiche.

Foto di Alexander Antropov da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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