Nei cieli di tutta Europa la quarantena ha causato la precipitazione dell’inquinamento, soprattutto di certi valori come quelli dell’NO2. I dati sono stati presi dai satelliti dell’ESA, ma quelli della NASA hanno mostrato la stessa situazione nei cieli degli Stati Uniti. I cieli sopra le grandi città della costa orientale mostrano i livelli della stessa sostanza precipitare.
Il biossido di azoto è prodotto naturalmente in molti casi, ma quello che si vede sopra i cieli delle nostre città è principalmente colpa della combustione dei combustibili fossili. Le immagini rilasciate dall’ente aerospaziale statunitense ha mostrato la differenza tra i valori tra il 2015 e il 2019 rispetto ai dati del marzo 2020.
L’inquinamento nei cieli degli Stati Uniti
L’NO2 è sceso del 30% nei cieli di Washington DC, New York, Philadelphia e Boston. Sicuramente un effetto così grande è dovuto principalmente le misure atte a cercare di ridurre la diffusione del contagio. Detto questo, potrebbe anche essere dovuto a un cambio nel clima anche se l’effetto dovrebbe essere minimo.
La dichiarazione della NASA: “Sebbene le variazioni meteorologiche di anno in anno causino variazioni delle medie mensili per singoli anni, marzo 2020 mostra i livelli mensili di biossido di azoto atmosferico più bassi di qualsiasi marzo durante il record di dati OMI, che va dal 2015 ad oggi.”
Una situazione sicuramente positiva per i polmoni di chiunque abita in quelle zone. L’inquinamento mette a dura prova l’apparato respiratorio e queste lo rende terreno fertile per virus, virus come il SARS-CoV-2; come visto da studi, c’è un collegamento tra l’inquinamento dell’aria e il numero di morti o casi gravi di Covid-19.