Nell’anno appena trascorso diversi team di ricerca in tutto il mondo hanno esplorato foreste, grotte sottomarine, deserti e altri habitat in tutti e cinque i Continenti ed in 3 oceani. Le loro indagini ed esplorazioni hanno portato nel 2021 alla scoperta di ben 70 nuove specie di animali e vegetali.
Anche questo 2021 dunque ci ha ulteriormente mostrato quanto vasto sia il nostro Pianeta e quante siano ancora le cose che non conosciamo della Terra e quanto, anche per questo, valga la pena preservarla e conservarla, in tutti i suoi luoghi terreni e acquatici.
La dottoressa Shannon Bennett, PhD e virologa dell’Accademia delle Scienza della California e autrice del catalogo di fine anno delle nuove specie conosciute , ha infatti dichiarato che “la biodiversità è fondamentale per la salute del nostro pianeta e si sta perdendo a un ritmo in cui le pratiche di sostenibilità non sono più sufficienti. Come amministratori del nostro mondo naturale, dobbiamo svolgere un ruolo attivo nella rigenerazione degli ecosistemi. Il nostro rapporto con la natura migliora con ogni nuova specie, approfondendo la nostra comprensione di come funziona il nostro pianeta e può rispondere al meglio a un futuro incerto. Mentre continuiamo a combattere un clima che cambia e una pandemia globale, non c’è mai stato un momento più cruciale per proteggere la varietà della vita sulla Terra”.
Tra le nuove specie scoperte ve ne sono alcune davvero meravigliose, alcune per il loro aspetto e caratteristiche, altre per le loro capacità. Tra queste i ricercatori dell’Accademia delle Scienze della California hanno ricordato per esempio il Pachyrhynchus obumanuvu, una nuove specie di tonchio, un tipo di coleottero, dai colori vivacissimi proveniente dalle cime boscose delle montagne delle Filippine.
Degna di nota è anche la nuova specie di cavalluccio pigmeo, un parente stretto del cavalluccio marino, Si tratta del Cylix tupareomanaia, originario delle scogliere sottomarine al largo della costa del Northland, in Nuova Zelanda. Il nome di questa specie “tupareomanaia”, deriva da un termine Māori che significa “ghirlanda del cavalluccio marino”. Anche questo aspetto è un primato, in quanto è la prima volta che una tribù Māori è stata coinvolta nel nominare una specie endemica della regione del Nord della Nuova Zelanda.
Rimanendo sempre sotto la superficie del mare, sono da ricordare anche le scoperte di nuove specie di pesci e stelle marine. La doppia scoperta di nuove specie di pesci riguarda l’Acroteriobatus andysabini e l’Acroteriobatus stehmanni, due nuovi pesci chitarra a macchie blu, scoperti rispettivamente nel Madagascar e nell’arcipelago di Socotra, nell’oceano Indiano.
Questi buffi pesci con un corpo allungato e teste piatte, effettivamente somiglianti a delle chitarre, sono purtroppo tra i pesci cartilaginei più a rischio, a causa della loro vicinanza con l’essere umano.
La nuova specie di stella marina è invece l’Uokeaster ahi. Il suo nome deriva dalla tradizione dell’isola dove è stata scoperta ovvero Rapa Nui, l’Isola di Pasqua. Dato che la nuova stella marina ha un colore rosso brillante le è stato dato un nome “ahi” che nella lingua Rapa Nui significa “fuoco” e “Uokaster“, il nome dalla divinità mitologica del mare Uoke, che secondo la leggenda, sommerse l’Isola di Pasqua) sotto il mare, lasciando esposte solo le sue vette più alte.
Passando invece dal mare alla terraferma, nelle foreste tropicali di pianura del Messico è stata scoperta una nuova specie di scorpione. Su tratta del Centruroides catemacoensis, uno scorpione davvero particolare dato che, oltre a essere ben lontano dai climi aridi dei deserti, ha anche una particolarissima tattica per sfuggire ai predatori.
Questo scorpione è infatti capace di distinguere il rumore del vento dai rumori emessi da possibili predatori. In questo modo riesce a prevenire eventuali attacchi lasciandosi cadere a terra e diventando di fatto quasi impossibile da trovare.
Ph. Credit: Richard Smith © 202 via Accademia delle Scienze della California
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