94 giorni di osservazione continua: una pietra miliare nello studio del Sole

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Per la prima volta nella storia della fisica solare, una singola regione attiva del Sole è stata osservata in modo quasi ininterrotto per 94 giorni consecutivi. Un risultato senza precedenti che segna un importante passo avanti nella comprensione dei fenomeni solari e del cosiddetto meteo spaziale.

Protagonista di questo studio è NOAA 13664, una regione attiva caratterizzata da un campo magnetico particolarmente intenso e complesso, spesso associato a macchie solari, brillamenti ed espulsioni di massa coronale.

Un monitoraggio senza precedenti

L’osservazione di NOAA 13664 è avvenuta tra aprile e luglio 2024, coprendo tre rotazioni complete del Sole, ciascuna della durata di circa 28 giorni. In condizioni normali, dalla Terra una regione attiva resta visibile solo per circa due settimane, prima di scomparire sul lato opposto della stella.

A rendere possibile questo traguardo è stato il Solar Orbiter, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che grazie alla sua posizione e alla sua traiettoria ha permesso di seguire l’evoluzione della regione anche quando si trovava sull’emisfero solare non visibile dal nostro pianeta.

Il legame con le tempeste geomagnetiche

Nel maggio 2024, quando NOAA 13664 è tornata visibile dalla Terra, la regione è stata associata alle tempeste geomagnetiche più intense registrate dal 2003. Questi eventi hanno prodotto aurore boreali osservabili a latitudini insolitamente basse nell’emisfero settentrionale, attirando l’attenzione non solo degli scienziati ma anche del grande pubblico.

Le regioni solari attive, infatti, concentrano enormi quantità di energia magnetica. Quando questa energia viene rilasciata sotto forma di brillamenti o espulsioni di massa coronale, può avere effetti diretti sulla Terra: interferenze con le comunicazioni satellitari, disturbi alle reti elettriche, danni ai satelliti e un aumento dell’esposizione alle radiazioni per astronauti e apparecchiature in orbita.

Un campo magnetico sempre più complesso

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda l’evoluzione del campo magnetico di NOAA 13664. Nel corso delle tre rotazioni solari osservate, il campo è diventato progressivamente più intricato, aumentando il potenziale di eventi energetici estremi.

Il 20 maggio 2024, la regione è stata associata a quella che gli scienziati definiscono l’eruzione più potente degli ultimi due decenni, avvenuta mentre la regione si trovava sul lato nascosto del Sole.

Verso previsioni più accurate del meteo spaziale

Secondo i ricercatori, questo tipo di osservazione prolungata rappresenta una svolta per migliorare le previsioni del meteo spaziale. Comprendere come evolvono nel tempo i campi magnetici delle regioni attive è fondamentale per anticipare eventi potenzialmente pericolosi per le tecnologie terrestri e spaziali.

Tuttavia, gli scienziati sottolineano che la previsione esatta della tempistica e dell’intensità delle eruzioni solari resta ancora una sfida aperta. Il Sole continua a sorprenderci, ma grazie a missioni come il Solar Orbiter, stiamo imparando a conoscerlo sempre meglio.

Foto di WikiImages da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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