L’acqua è sempre più contaminata, anche quella che beviamo. Non si tratta più di elementi ormai conosciuti da tutti il cui nome può causare allarme, come il piombo, ma materiali più subdoli come i frammenti minuscoli di plastica. Ormai non si parla più della loro presenza nelle bottigliette d’acqua, ma persino quella che esce dal rubinetto piena di micro e nano frammenti. I ricercatori hanno cercato di trovare il modo migliore per eliminarli, ma forse non è così pratico.
Facendo dei test su acqua dolce e acqua dura, quella piena di minerali, hanno capito che facendo bollire l’acqua e poi filtrandolo è possibile eliminare la plastica. E’ efficace soprattutto con quella ricca di calcare a cui i frammenti si legano, minerali che quando si bolle l’acqua rimangono attaccati, spesso, alle pareti della pentola.
Ripulire l’acqua dalle microplastiche
Le parole dei ricercatori: “Bere acqua bollita apparentemente è una strategia praticabile a lungo termine per ridurre l’esposizione globale agli NMP. Bere acqua bollita, tuttavia, è spesso considerata una tradizione locale e prevale solo in poche regioni. I nostri risultati hanno convalidato una strategia altamente fattibile per ridurre l’esposizione umana all’NMP e hanno gettato le basi per ulteriori indagini con un numero di campioni molto più ampio.”
Ovviamente, per come la nostra società si è evoluta, un processo del genere ci risulta attualmente inattuabile per ripulire. Detto questo, la caratteristica della plastica di legarsi al calcare può spingere a creare filtri in grado di bloccare efficacemente entrambi. Essendo uno dei problemi attuali che finiranno solo per peggiorare andando avanti negli anni, soluzioni pratiche dovranno per forza essere trovate.

