Alcool e salute: anche bere moderatamente aumenta i rischi di ictus e infarto

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Credo che tutti abbiamo almeno una volta sentito il suggerimento popolare che vede il consumo in quantità modesta di alcool come non pericoloso per la salute, e certe volte anche volte salutare. Da un lato, come tutte le cose d’altro canto, ogni esagerazione porta con sé degli effetti collaterali, ma a seconda di cosa si sta parlando anche avere un atteggiamento moderato può presentare dei rischi. Secondo un nuovo studio cinese e britannico il consumo di anche un drink al giorno può facilitare alcune patologie nel nostro corpo come gli ictus e l’ipertensione.

Questa ricerca ha evidenziato questo mentre rispetto al rischio di infarto non sono stati raggiunti dati uniformi. La caratteristica di questo studio è che ha preso in esame solo individui cinesi e quindi il gruppo statistico, da questo punto di vista, è troppo omogeneo. Detto questo il risultato finale si può confrontare con altri studi i quali hanno esplorato la stesso campo.

 

I rischi dell’alcool

Lo studio è stato pubblicato su The Lancet come un altro simili la cui pubblicazione però risale al 2018. Quest’ultimo aveva preso in esame i dati di 28 milioni di persone ed era venuto fuori che se è vero che più si beve più i rischi aumentano, quest’ultimi iniziano a comparire anche se l’utilizzo di bevande alcoliche è basso.

Ritornando allo studio iniziale, ecco una dichiarazione dell dottoressa Iona Millwood dell’Università di Oxford: “L’uso della genetica è un nuovo modo per valutare gli effetti sulla salute dell’alcol e per chiarire se il bere moderato è davvero protettivo o se è leggermente dannoso. Le nostre analisi genetiche ci hanno aiutato a capire le relazioni causa-effetto.”

Sono stati seguiti ben 300.000 individui nell’arco di 10 anni e il risultato è stato appurare che anche bere moderatamente non fa bene alla salute e che anzi favorisce diverse patologie. Il dato più concreto è stato quello relativo agli ictus i quali hanno visto un’incidenza maggiore del 10-15% in questi individui rispetto ai non bevitori.

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