Alzheimer e disturbi del sonno: scoperto un nuovo collegamento

Date:

Share post:

Il morbo di Alzheimer è ancora una di quelle malattie misteriose anche solo per il fatto che non si conoscono esattamente tutti i meccanismi che ne portano all’insorgenza. Di ipotesi ce ne sono molto, scoperte soprattutto negli ultimi. L’ultima riguarda i disturbi del sonno e nello specifico il fatto che lo scarso sonno è in grado di accelerare la comparsa e il peggioramento dei sintomi.

L’analisi di laboratorio precedenti hanno visto un aumento delle fluttuazioni giornaliere dei livelli di beta-amiloide del liquido cerebrospinale. Il nuovo studio ha preso in esame delle cellule specifiche, i macrofagi. Il lavoro di quest’ultimo è risultato instabile proprio nelle persone affette dal morbo. Il loro compito è di fatto quello di fare pulizie dei livelli di beta-amiloide.

 

Alzheimer: l’importanza del sonno e del ciclo circadiano

Le parole dei ricercatori: “Questi dati evidenziano che la regolazione circadiana nelle cellule immunitarie può svolgere un ruolo nell’intricata relazione tra l’orologio circadiano e il morbo di Alzheimer. Sebbene il targeting di Aβ come strategia terapeutica abbia avuto un successo limitato, l’accumulo di Aβ è ancora considerato un passaggio cruciale nella patogenesi della malattie di Alzheimer. Per quanto riguarda la natura dell’interruzione circadiana, c’è ancora molto da capire.”

Una nuova strada è stata assegnata. Se per i non addetti ai lavori tale scoperta non dice molto, permette ai ricercatori di concentrarsi meglio su altri aspetti legati ovviamente alla malattia di Alzheimer. La speranza è quella di trovare trattamenti mirati sempre più efficaci per ritardare o mitigare l’insorgenza dei sintomi. Evitarla del tutto al momento è utopia.

Related articles

Integratori alimentari: una nuova ricerca solleva dubbi su un prodotto molto utilizzato

La melatonina è uno degli integratori più utilizzati al mondo per favorire il sonno ed è generalmente considerata...

Il tuo gruppo sanguigno può influenzare il rischio di diabete? Cosa dice la ricerca

Il gruppo sanguigno è noto soprattutto per il suo ruolo nelle trasfusioni, ma negli ultimi anni la ricerca...

Le sane abitudini che aiutano a prevenire le malattie croniche nel lungo periodo

Le malattie croniche, come diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari e alcune forme di tumore, rappresentano oggi una...

Condividere i pasti in famiglia può migliorare memoria e attenzione, secondo uno studio

In un'epoca dominata da smartphone, televisione e ritmi sempre più frenetici, una delle attività più semplici potrebbe avere...