Le api operaie si riproducono creando cloni quasi perfetti di se stesse

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Un team di ricercatori dell’Università di Sydney ha scoperto che le api operaie, una specie trovata in Sud Africa, si riproducono creando cloni quasi perfetti di se stesse. Alcune ricerche precedenti hanno indicato che alcune api operaie si riproducono per partenogenesi, grazie alla quale gli individui si riproducono senza accoppiarsi. Questa forma di riproduzione ha il vantaggio di non sprecare tempo ed energie nell’accoppiamento.

Tuttavia, il rovescio della medaglia è la perdita della diversità genetica, che aiuta le specie a sopravvivere in condizioni mutevoli. Altre ricerche hanno anche dimostrato che, per la maggior parte delle specie, la partenogenesi non è un modo perfetto per produrre prole. Questo perché una piccola quantità di materiale genetico viene spesso mischiato in modo sbagliato e questi errori, noti come ricombinazioni, possono portare a difetti alla nascita o ovuli non produttivi.

Tuttavia, nel nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto una specie di ape che ha sviluppato un modo per prevenire le ricombinazioni. I ricercatori hanno scoperto che le api regine del Capo del Sud Africa si riproducono sessualmente, ma le lavoratrici lo fanno in modo asessuato.

 

Lo studio

Durante la ricerca, il team ha condotto un esperimento in cui hanno posizionato del nastro adesivo sugli organi riproduttivi di un’ape regina, impedendo ai maschi di accoppiarsi con lei e provocando la riproduzione asessuata di queste e delle api operaie nello stesso alveare.

In questo modo, gli esperti hanno provato a testare il grado di ricombinazione in entrambi e hanno scoperto che la progenie delle api regine aveva una ricombinazione circa 100 volte maggiore di quella delle api operaie. Si sono così resi conto che i discendenti delle api operaie erano cloni quasi identici ai loro genitori.

Ulteriori esperimenti hanno mostrato che una linea di api operaie nell’alveare era stata clonata per circa 30 anni, un chiaro segno che le operaie nell’alveare non soffrivano di difetti alla nascita o dell’incapacità di produrre prole vitale. La ricerca ha anche dimostrato che hanno evoluto un modo per prevenire la ricombinazione quando si riproducono.

Il nuovo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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