Auto elettriche riducono NO₂ e rischio di ictus

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Auto elettriche riducono NO₂ e rischio di ictus

La transizione verso le auto elettriche non è solo una questione climatica. Potrebbe avere effetti diretti e misurabili sulla salute pubblica. Un nuovo studio della University of Southern California (USC) ha rilevato che l’aumento dei veicoli elettrici è associato a una diminuzione dei livelli di biossido di azoto (NO₂), un inquinante atmosferico legato a malattie cardiache e ictus.

La ricerca, pubblicata a gennaio sulla rivista scientifica The Lancet Planetary Health, offre una delle prime evidenze solide e su larga scala del legame tra elettrificazione del parco auto e miglioramento della qualità dell’aria.

Il ruolo del biossido di azoto nella salute

Il biossido di azoto è un gas prodotto principalmente dalla combustione dei carburanti fossili, in particolare dai motori a combustione interna. Oltre a contribuire allo smog urbano, è associato a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari, ictus e problemi respiratori.

Ridurre la concentrazione di NO₂ nell’aria significa, quindi, ridurre uno dei fattori ambientali che incidono direttamente sulla salute del cuore e dei vasi sanguigni.

La California come laboratorio naturale

Per analizzare l’impatto reale delle auto elettriche, i ricercatori hanno scelto la California, lo Stato con la più ampia flotta di veicoli elettrici degli Stati Uniti. Tra il 2019 e il 2023, la quota di veicoli elettrici e ibridi plug-in è passata dal 2% al 5% del totale.

In media, ogni quartiere ha registrato 272 veicoli elettrificati in più nel periodo considerato. Il team ha suddiviso il territorio in 1.692 zone, analizzandole singolarmente per individuare eventuali variazioni nei livelli di inquinamento.

Dati satellitari ad alta risoluzione

Uno degli elementi innovativi dello studio è l’utilizzo di dati satellitari ad alta risoluzione per monitorare le concentrazioni di NO₂. I sensori orbitanti misurano il modo in cui il gas assorbe e riflette la luce solare, permettendo di stimare con precisione la sua presenza nell’atmosfera.

Questo approccio ha consentito di superare i limiti delle sole centraline terrestri, offrendo una visione più dettagliata e capillare delle variazioni nei diversi quartieri.

I risultati: meno NO₂ con più elettrico

L’analisi ha mostrato un dato significativo: per ogni 200 veicoli elettrificati aggiunti alla flotta locale, i livelli atmosferici di biossido di azoto sono diminuiti in media dell’1,1%.

Un calo che può sembrare modesto, ma che su scala urbana e su milioni di abitanti può tradursi in un impatto rilevante sulla salute pubblica.

Per rafforzare l’affidabilità dei risultati, i ricercatori hanno escluso il 2020, anno in cui la pandemia ha ridotto drasticamente il traffico, evitando così distorsioni nei dati. Hanno inoltre considerato variabili come l’andamento dei prezzi della benzina, che può influenzare l’uso dell’auto.

La controprova: più motori termici, più inquinamento

A confermare il legame tra traffico tradizionale e NO₂, lo studio ha analizzato anche le aree in cui è aumentato il numero di veicoli con motore a combustione interna. In questi quartieri, i livelli del gas sono cresciuti, seguendo la tendenza opposta rispetto alle zone con maggiore elettrificazione.

Questo confronto rafforza l’ipotesi di un rapporto diretto tra tipo di motorizzazione e qualità dell’aria.

Implicazioni per le politiche pubbliche

Il lavoro della USC potrebbe avere ricadute importanti sulle politiche ambientali e sanitarie. Finora molti studi avevano ipotizzato benefici dell’elettrificazione sulla qualità dell’aria, ma con dati meno granulari o con analisi limitate nel tempo.

Dimostrare con misurazioni dettagliate che l’aumento delle auto elettriche coincide con una riduzione misurabile di un inquinante legato a ictus e malattie cardiache aggiunge un tassello concreto al dibattito.

Non si tratta solo di ridurre le emissioni di CO₂ per contrastare il cambiamento climatico, ma di intervenire su un fattore che incide direttamente sulla salute quotidiana delle persone.

Un beneficio già visibile

La transizione energetica viene spesso raccontata come un investimento a lungo termine. Questo studio suggerisce invece che alcuni effetti positivi sono già osservabili nel breve periodo.

Meno NO₂ nell’aria significa meno esposizione a un agente dannoso per il sistema cardiovascolare. E se la tendenza all’elettrificazione continuerà, i benefici potrebbero amplificarsi.

Il messaggio che emerge è chiaro: la mobilità elettrica non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche il cuore.

Foto di Stefan Schweihofer da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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