Un pesce in difesa delle barriere coralline: una guerra contro le alghe

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Come sappiamo bene, le barriere coralline di tutto il mondo stanno soffrendo. La causa principale sono i cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature delle acque che sta uccidendo queste particolari forme di vita. Insomma, l’uomo ha un’enorme fetta di colpa. Ci sono anche altre ragioni dietro alla sofferenza delle suddette barriere e la colpa è sempre dell’uomo. La pesca intensiva in certi luoghi va a catturare tutte le specie di pesci che le reti trovano, anche i pesci pappagallo.

Quest’ultimi possiamo vederli come degli erbivori d’acqua. Pascolano sulle barriere coralline mangiando tutte le alghe che trovano sul loro percorso, il che è un bene. Se lasciate a loro stesse le alghe crescono a dismisura andando a soffocare i coralli. Uno studio, basandosi su questa conoscenza, sta cercando di proporre metodi di pesca intelligente così da salvaguardare questa specie che a loro volta salvare i coralli.

 

Pesci, barriere coralline e alghe

Le parole di Andrew A. Shantz, autore dello studio in questione: “Le barriere coralline sono incredibilmente belle e intrinsecamente preziose. Proteggono anche migliaia di miglia di costa e forniscono l’habitat per la sorprendente biodiversità che è la principale fonte di proteine ​​per quasi un miliardo di persone in tutto il mondo. Comprendere in che modo la pesca influisce sugli ecosistemi corallini ci aiuterà a proteggere questa preziosa risorsa. A meno che non possiamo sviluppare e attuare strategie di pesca che mantengano una sana distribuzione delle dimensioni dei pesci, ad esempio un sistema basato su slot con limiti di dimensione minima e massima, i coralli in queste regioni (i Caraibi) sono a rischio“.

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