Batteri e nanoplastica: una combinazione letale

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La plastica quando si degrada non fa altro che diventare frammenti ancora più piccoli e potenzialmente più pericolosi per la loro capacità di finire letteralmente ovunque. Ormai i frammenti sono presenti all’interno del nostro organismo in quasi tutti i tessuti. Da sola forse, al momento, non basta per fare dei danni significativi, ma potrebbe avere trovare alleati pericolosi, i batteri. Se da un lato posso essere un pericolo pure per quest’ultimi, possono ancora causare più danni.

Studi su batteri specifici, come l’Escherichia coli, ha visto come i frammenti di plastica possono danneggiare i micro-organismi. Allo stesso tempo è stato visto però come in casi, i batteri hanno sviluppato un biofilm e una crescita più complessa. Il risultato complessivo è che sono diventati più virulenti quindi con più capacità di creare problemi per la salute.

 

Cosa succede quando i batteri incontrano la nanoplastica

Come mai i batteri finiscono a diventare più virulenti quando vengono in contatto con frammenti di plastica? Il motivo sta dietro il sistema difensivo di questi organismi. A causa del contatto esterno, finiscono per produrre più tossine. Considerando che questa specie è conosciuta soprattutto per la loro presenza negli alimenti, in aggiunta al fatto che il cibo spesso viene venduto e conservato in confezioni di plastica, ci si trova davanti a uno scenario che merita maggiore attenzione.

Le parole die ricercatori: “Siamo partiti dalla carica superficiale. Le materie plastiche hanno un’enorme capacità di adsorbire sostanze chimiche. Ogni sostanza chimica ha un effetto diverso sulla carica superficiale, a seconda della quantità di sostanza adsorbita e del tipo di plastica. Non abbiamo esaminato gli effetti delle sostanze chimiche stesse in questo articolo – quello è il nostro prossimo studio – ma questo è il primo passo per comprendere come la carica superficiale delle materie plastiche influenzi la risposta patogena dell’Escherichia coli.”

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