Non tutti i cancri sono uguali, né dal punto di vista della letalità, né dalla loro trattabilità. Tra i più curabili c’è il cancro alla prostata che a causa di uno stigma, viene spesso ignorato e quindi individuato quando si trova in uno stato avanzato. Di recente però, un nuovo farmaco è stato sviluppato che sembra avere un forza in più quando si parla di contrastarlo andando a rafforzare la risposta del sistema immunitario.
Andando più nello specifico, nei trial clinici è stato visto come il farmaco VIR-5500 è stato in grado nell’82% dei pazienti di ridurre la presenza dell’antigene prostatico specifico, uno dei parametri usati per la diagnosi del cancro alla prostata. Quasi la metà della persona interessate ha visto proprio una riduzione del tumore primario, ma anche delle eventuali metastasi, ovvero i tumori che si sono sviluppati in altri parti del corpo in un secondo momento.
Un nuovo farmaco contro una tipologia di cancro
La specifica più importante del farmaco è che segue un processo già usato per altri trattamenti di nuova generazione. Rivestono in quella che volgarmente viene chiamata maschera che evita di interagire con i linfociti T. In questo modo, il farmaco più attaccare direttamente il tumore senza attivare a sua volta il sistema immunitario creando una reazione di infiammazione che molte volte può causare più danni della patologia in sé.
Il trial clinico per questo farmaco contro il cancro alla prostata non è finito. Attualmente il numero di persone che hanno potuto sperimentarne l’uso, non è abbastanza per poterlo autorizzare su scale pubblica, ma permette di continuare. I risultati ottenuti finora però risultano essere molto promettenti.

