La medicina moderna ha molti obiettivi importanti che sta cercando di perseguire da decenni e tra questi c’è la lotta al cancro, patologie complesse, complicate da curare e che rendono la vita un inferno per centinaia di milioni di persone. Nella continua speranza di trovare frontiere, uno studio giapponese ha trovato un possibile aiuto in una specie di rane autoctone, nello specifico dei batteri presenti nel loro intestino.
I ricercatori del Japan Advanced Institute of Science and Technology hanno di fatto trasferito alcuni dei batteri intestinali di una raganella giapponese in alcuni topi. Quest’ultimi hanno visto il cancro già in essere ridursi totalmente e il tutto senza la presenza apparente di effetti collaterali. Uno studio mirato e non fortunato, gli scienziati hanno puntato proprio nella capacità di molti rettili di essere immuni da molte forme tumorali.
Combattere il cancro con i batteri di una rana
Tra i diversi batteri presi in prestito dalle rane, uno è risultato essere il più efficace, l’Ewigella americana. Quest’ultimo è in grado di attaccare il tessuto del cancro e allo stesso tempo favorire il lavoro del sistema immunitario nel difendere l’organismo collaborando con i linfociti. Una protezione globale e duratura, ma che va ancora studiata.
Le parole dei ricercatori: “Questi risultati suggeriscono che E. americana rappresenta un promettente candidato terapeutico con un profilo di sicurezza accettabile, adatto a un potenziale sviluppo clinico. I nostri risultati dimostrano il vasto potenziale inutilizzato che risiede nei diversi ecosistemi microbici e sottolineano l’importanza cruciale degli sforzi di conservazione della biodiversità per il progresso della scienza medica e dell’innovazione terapeutica.”

