Uno degli aspetti che rendono la cannabis quello che è, è la presenza di determinate sostanze che nel nostro organismo causano certi effetti. Uno dei principali è il cannabidiolo, che come suggerisce il nome è legato proprio alla pianta. Un recente studio però ha fatto una scoperta particolarmente interessante ovvero la presenza del CBD in una pianta totalmente differente. Si tratta di un pianta comune in Brasile il che potrebbe cambiare molti scenari sociali e anche politici.
Il nome di questa pianta è Trema micrantha blume, un semplice arbusto. Il cannabidiolo si può trovare sia nei frutti, che dei fiori – di fatto si può parlare della medesima cosa. Come per la cannabis, il discorso che si può fare con il CBD non è di uso ricreativo della sostanza, ma piuttosto di sfruttarlo come trattamento contro condizioni note, epilessia, dolore cronico e ansia per esempio.
Il componente della Cannabis dentro un’altra pianta
La particolarità di questa pianta non è tanto la presenza del CBD, ma a differenza della cannabis, e di altre piante, non è presente il THC, ovvero il tetraidrocannabinolo. Quest’ultimo è quello responsabile degli effetti legato all’uso ricreativo della sostanza. Visto la mancanza del suddetto, per i ricercatori è possibile sfruttare tale pianta per creare trattamenti che non vanno incontro a barriera politiche, ma anche sociali appunto, che ne impediscono l’utilizzo a livello ampio.
Le parole dei ricercatori: “È un’alternativa legale all’uso della cannabis. Questa è una pianta che cresce in tutto il Brasile. Sarebbe una fonte di cannabidiolo più semplice ed economica.”

