Spiegato il mistero delle Ciampate del Diavolo: Neanderthal a spasso

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In Italia ci sono molti vulcani ormai spenti. Tra questi c’è Roccamonfina. Quest’ultimo è famoso non tanto per il monte in sé, ma per una particolare serie di impronte che prendono il nome di Ciampate del Diavolo. Un nome suggestivo nome probabilmente dal tramandarsi di leggende. Comprensibile visto che fino ad adesso non si sapeva con esattezza il motivo di questa formazione. È dal 2001 che i ricercatori hanno provato a dare una spiegazione quasi 19 anni dopo ci sono riusciti.

Le tracce si dividono in tre tracce distinte e il numero totale di impronte sono 67, tra segni di mani e gambe. Partano da un certo punto del fianco e puntano alla cima dell’ex vulcano. La datazione radiometrica e geologica ha evidenziato la datazione ovvero 350.00 anni fa. Sono state lasciate nella cenere e sono di fatto tra le impronte più antiche lasciate da un ominide.

 

Le Ciampate del Diavolo

Ma chi è stato. I ricercatori suppongono di un gruppo di cinque Neanderthal. Non ne sono certi in quanto quelle impronte svelano ben poco, tranne che per una. Una semplice impronta conservata in un certo modo è abbastanza per determinare alcuni tratti come la conformazione della zona posteriore. Hanno collegato questo aspetto con i resti degli ominidi presenti nella Fossa delle ossa di Sima de los Huesos.

I resti presenti risalgono in parte ai Neanderthal. Per gli homo Sapiens non c’è nulla da fare visto che sono comparsi qualche migliaio di anni dopo l’eruzione. Rimane comunque un mistero ovvero del motivo che li ha spinto a salire verso la cima di un vulcano che aveva eruttato da poche ore.

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