Demenza: diagnosi precoce nelle donne con un test

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Tutte le patologie prima vengono individuate meglio è per la persona interessata, ma ci sono condizioni che non avendo una cura, se prese per tempo possono migliorare molto la qualità di vita negli anni successivi. Questo è il caso della demenza, in tutte le sue forme, dove una diagnosi precoce permette di mitigare il decorso dei sintomi, soprattutto il degrado cognitivo. Un nuovo studio ha sviluppato un test del sangue in grado di anticipare di anni l’individuazione dei primi segnali.

Si tratta di una ricerca che si basa sui dati i cui primi campioni sono stati raccolti negli ’90. Il test del sangue sembra sia in grado, solo nelle donne, di anticipare una diagnosi di demenza di addirittura 25 anni rispetto alla comparsa dei sintomi. La chiave è una proteina, la tau 217 fosforilata. La presenza della stessa è collegata a un maggior accumulo di sostanze tossiche nel cervello.

 

Anticipare le diagnosi di demenza

Si tratta di un biomarcatore e da qui rende più facile l’individuazione di possibili casi di demenza con esami meno invasivi. La presenza della proteina sembra rendere il test più efficace nelle donne che aveva assunto eterogeni e o progestinici. Oltre alla differenza tra sessi, ce n’è anche una di origine. Nelle donne di colore il test sembrava meno efficace, ma i ricercatori hanno per il momento attribuito la colpa a diagnosi errate.

Le parole dei ricercatori: “Questi risultati aggiungono ulteriore supporto alla crescente evidenza che testare il p-tau 217 nel sangue potrebbe essere un modo importante per individuare le persone che sono maggiormente a rischio di demenza, anni prima che venga fatta una diagnosi. Il nostro studio suggerisce che potremmo essere in grado di identificare le donne ad elevato rischio di demenza decenni prima che emergano i sintomi. Questo tipo di tempi lunghi apre la porta a strategie di prevenzione più precoci e a un monitoraggio più mirato, invece di aspettare che i problemi di memoria stiano già influenzando la vita quotidiana.”

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