Demenza: quanto dormire per ridurne il rischio

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Ormai dovrebbe essere una nozione di dominio nazional-popolare il fatto che dormire sia un momento fondamentale per il nostro organismo. Riuscire a passare una giusta quantità di sonno e di buona qualità permette al nostro corpo di mantenersi sano sul lungo periodo. Uno squilibrio invece porta con sé tanti problemi, sia sul breve, ma soprattutto sul lungo termine. Per questo molti studi si concentrano su tale processo e una nuova ricerca ha voluto quante ore sono necessarie per ridurre il rischio di sviluppare forme di demenza.

Lo studio canadese ha preso in esame i risultati di quasi 70 altre pubblicazioni arrivando a determinare il rande indicato per ridurre il rischio di demenza. In generale, sembra che dormire sotto le sette ore aumenti il rischio del 18% mentre più delle 8 ore lo aumenti del 28%. Risultati importanti che per stessa ammissione dei ricercatori, non mostrano un reale fenomeno di causa ed effetto.

 

Demenza: non ignorare il buon sonno

Un aspetto importante che viene segnalato da sostanzialmente ogni altro studio preso in considerazione è l’attività fisica che in combinazione con il sonno aiuta del ridurre il rischio. Detto questo, quando si parla di demenza i fattori scatenanti sono molteplici. E va anche aggiunto che la quantità che una persona deve dormire soffre di un range molto personale difficilmente calcolabile da ricerche del genere.

Le parole dei ricercatori: “L’attività fisica regolare, una minore sedentarietà e un sonno notturno adeguato (7-8 ore) potrebbero essere associati a un ridotto rischio di demenza e rappresentano fattori potenzialmente modificabili per la prevenzione o il ritardo della malattia. Nel complesso, un profilo di comportamento motorio sano può promuovere effetti vascolari, neurotrofici e antinfiammatori che, nel loro insieme, supportano la salute del cervello e possono ritardare l’insorgenza o la progressione della demenza.”

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