La demenza senile è una di quelle condizioni che una volta che compare, è impossibile tornare indietro, perlomeno con le conoscenze attuali. Per questo motivo le azioni migliori che si possono compiere sono quelle mirate a prevenirne la comparsa. Ci sono fattori influenzanti che partono indietro precedendo, in un certo senso, la vita, la nascita. Già nel grembo materno dove, per esempio, l’utero condiviso con un gemello è un fattore di rischio.
Ovviamente in tal senso non è possibile fare niente, ma secondo diverse ricerche, si può lavorare tra i 18 e i 39 anni per poter ridurre al minimo il rischio di incorrere nella demenza in tarda età. Ovviamente si parte da gruppi macro estesi come in senso generale, il proprio stile di vita che a che fare con l’alimentazione e le attività fisica, oltre che al consumo di sostanze malsane, alcool, fumo e altro.
Ridurre il rischio di demenza
Le parole degli esperti: “Le radici della demenza potrebbero risalire all’infanzia o alla prima infanzia? Prove sempre più numerose suggeriscono di sì, e che l’esposizione ai fattori di rischio nel primo decennio di vita (o persino durante la gravidanza) potrebbe avere implicazioni permanenti sul rischio di demenza. Nel complesso, forse è giunto il momento di considerare la prevenzione della demenza un obiettivo per tutta la vita, piuttosto che semplicemente un obiettivo per la vecchiaia.”
In sostanza, i ricercatori richiedono a gran voce l’implementazione di politiche mirate in grado di sensibilizzare le persone sui rischi che corrono. Non è mai semplice ritardare una gratificazione. Ridurre qualche anno di divertimento spensierato e all’apparenza non così pericoloso per ridurre un rischio invisibile di incorrere nella demenza è semplicemente qualcosa che non viene valutato. Si tratta di un lavoro complesso è difficile anche perché non tutto quello che può aiutare un individuo nello specifico, può aiutarne un altro.

