Demenza: un sintomo da non ignorare a letto

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La demenza è una malattia complessa legata a molti aspetti della vita di una persona. Il sonno invece è una parte fondamentale di ogni giorno per una persona in quanto permette al cervello di ripulirsi dalle scorie. Quando ci sono delle interferenze con il dormire quindi, possono nascondersi dietro anche aspetti molto gravi e molti studi hanno collegato proprio la condizione sopracitata con difficoltà la notte.

Tra le tante ricerche che sono state fatte, un collegamento tra frequenti brutti sogni e incubi alla demenza. Con brutti sogni si intende quelli che arrivano a farti svegliare nel mezzo della notte con una frequenza continua. Il campanello d’allarme vale soprattutto per le persone in mezza o tarda età. Lo studio di oltre 600 persone seguite per oltre 9 anni ha portato a questa conclusione.

 

Il collegamento tra demenza e notti disturbate

Uno dei dati più interessanti dello studio riguarda gli anziani maschi. Quelli che sperimentavano incubi ogni settimana avevano un rischio cinque volte maggiore di sviluppare una condizione di demenza rispetto alla popolazione generale. Per le donne invece, questo rischio era solo aumentato del 41%. Una discrepanza importante da analizzare in successivi follow-up.

Le parole dei ricercatori: “La buona notizia è che gli incubi ricorrenti sono curabili. E il trattamento medico di prima linea per gli incubi ha già dimostrato di ridurre l’accumulo di proteine ​​anomale legate al morbo di Alzheimer. Sono stati inoltre segnalati casi clinici che mostrano miglioramenti nella memoria e nelle capacità di pensiero dopo il trattamento degli incubi. Questi risultati suggeriscono che il trattamento degli incubi potrebbe contribuire a rallentare il declino cognitivo e a prevenire lo sviluppo di demenza in alcune persone.”

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