Diamanti: molti di quelli in circolazione sono prodotti di riciclo dei fondali marini

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Una cosa che forse conosco tutti sui diamanti è che per la loro formazione c’è bisogno di una pressione notevole. Durante la formazione del nostro pianeta tale forza era cosa comune, ma un nuovo studio ha scoperto che molti di questi preziosi in circolazione si sono formati partendo da materiali che si trovano sui fondali marini. Questo viene sostanzialmente suggerito dalla presenza di tracce di sale intrappolato al loro interno.

Tramite alcuni esperimenti il cui scopo era ricrea pressioni estreme, ma anche temperature tipiche di luoghi che si trovano a 200 chilometri sotto di noi un gruppo di scienziati è arrivato alla conclusione che il fondo marino è stata la culla per molti diamanti. I tre principali autori dello studio sono  il dott. Michael Förster, il professore Stephen Foley e il dott. Olivier Alard.

 

La creazione dei diamanti

Bisogna fare delle distinzione tra i tipi di diamanti in circolazione. Quelli più a guardarsi e che presentano meno impurità all’interno arrivano direttamente dall’interno della crosta terrestre. Si tratta di cristalli di carbonio trasformati in tale prodotto e poi sputati fuori dalla terra tramite eruzioni vulcaniche. L’altro tipo invece sono i diamanti gemma che al contrario dei primi sono più torbidi in quanto al loro interno sono presenti tracce di sodio, potassio e altri minerali.

Quest’ultimi sono anche detto diamanti fibrosi e si creano più velocemente rispetto agli altri. Il processo che li porta a diventare così essendo troppo veloce causa l’intrappolamento di minuscole gocce di liquido. I ricercatori sfruttano una pressione che arrivava fino ai 6 gigapascal e con temperature tra gli 800 e 1100° Celsius sono riusciti a trasformare sedimenti marini e peridotite in dei piccoli sali la cui composizione interna assomigliava a quella dei diamanti gemma.

Ecco una dichiarazione di Michael Förster: “Abbiamo dimostrato che i processi che portano alla crescita dei diamanti sono guidati dal riciclaggio dei sedimenti oceanici nelle zone di subduzione. I prodotti dei nostri esperimenti hanno anche portato alla formazione di minerali che sono ingredienti necessari per la formazione dei magmi di kimberlite, che trasportano i diamanti sulla superficie terrestre.

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