Negli ultimi anni, una delle migliore diete, o forse sarebbe più corretto dire stile alimentare, è il digiuno intermittente. Molto semplicemente, prevede di consumare cibo in un arco ben preciso di tempo e nient’altro fino al prossimo ciclo. Si tende a mangiare di più che in un singolo normale pasto, ma meno in generale. Il risultato dovrebbe migliorare il metabolismo, ma diversi studi ne stanno sottolineando un rischio.
Spesso il digiuno intermittente è visto come efficace è in grado di aiutare nel perdere peso. Ma quando si parla di queste cose, di solito gli effetti positivi si sperimentano prima di quelli negativi. Uno studio ha visto come se da un lato la perdita di peso avveniva, altri valori fisiologici non venivano modificati, come la pressione sanguigna o il livello di colesterolo. In aggiunto, il ritmo circadiano dell’organismo veniva stravolto portando con sé altri problemi sul lungo termine.
Il digiuno intermittente
Perdere peso in una dieta può sembrare l’aspetto principale, e sicuramente per molti è l’obiettivo, ma dietro c’è la salute dell’organismo. Perdere peso diventa una necessità soprattutto per chi soffre di altre patologia, come il diabete, e di conseguenza diventa importante prendere in considerazione anche il metabolismo e come questo viene alterato da diete come il digiuno intermittente.
Le parole dei ricercatori: “Gli effetti cardiometabolici benefici descritti in precedenza potrebbero essere indotti dalla restrizione calorica mediata dal digiuno intermittente testato e non dall’accorciamento della finestra di alimentazione in sé. I nostri risultati suggeriscono l’importanza della restrizione calorica per i miglioramenti metabolici. Se il momento in cui si mangia in condizioni ipocaloriche possa contribuire ulteriormente ai cambiamenti metabolici e se il momento ottimale per mangiare differisca da individuo a individuo, merita di essere indagato in studi futuri.”

