Evoluzione umana e animale: una nuova scoperta cambia le carte in tavola

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L’evoluzione umana e animale non finisce mai di stupire. In particolare, la rete di nervi che collega i nostri occhi al cervello è estremamente sofisticata e i ricercatori hanno dimostrato che si è evoluta molto prima di quanto si pensasse, grazie a una fonte inaspettata: il pesce gar. Ingo Braasch, della Michigan State University, ha aiutato un team di ricerca internazionale a dimostrare che questo schema di connessione era già presente nei pesci antichi almeno 450 milioni di anni fa. Questo fa risalire tale schema a un periodo di circa 100 milioni di anni anteriore rispetto a quanto si riteneva in precedenza.

 

La scoperta che cambia le carte in tavola nel campo dell’evoluzione umana e animale

Il professor Braasch, assistente presso la Facoltà di Biologia Integrativa nel College of Natural Science, spiega che si tratta della prima volta che una pubblicazione cambia letteralmente il libro di testo con cui insegna.

La nuova ricerca, che appare sulla rivista Science, indica anche che questo tipo di connessione fra occhi e cervello era presente in forme di vita precedenti agli animali che vivono sulla terraferma. La teoria finora ritenuta valida affermava che questa connessione si fosse evoluta in primo luogo nelle creature terrestri e in seguito nell’uomo, per il quale gli scienziati ritengono che questo collegamento agevoli la nostra percezione della profondità e la visione 3D.

Inoltre questo lavoro, che è stato condotto da ricercatori dell’organizzazione di ricerca pubblica francese Inserm, non si limita a modificare e arricchire la nostra conoscenza del passato, ma ha anche implicazioni per le future ricerche nel campo sanitario. Lo studio dei modelli animali è uno strumento preziosissimo che consente ai ricercatori di conoscere le nostre condizioni di salute, ma gli stessi studiosi possono trovare difficoltà nel correlare tali modelli alle condizioni umane.

Il pesce zebrato, ad esempio, è un popolare animale modello, ma il suo collegamento occhio-cervello è molto diverso da quello di un essere umano. Questo aiuta a spiegare perché gli scienziati pensavano che la connessione umana si fosse evoluta dapprima in creature terrestri a quattro arti, o tetrapodi. Il professor Braasch precisa che i pesci moderni non hanno questo tipo di connessione occhio-cervello, e questo è uno dei motivi per cui la gente pensava che fosse una cosa nuova nei tetrapodi.

 

Perché il gar può essere un valido modello per le nuove ricerche

Il professor Braasch è uno dei maggiori esperti mondiali di un altro tipo di pesce conosciuto come gar. I gar si sono evoluti più lentamente dei pesci zebrati, il che significa che sono più simili all’ultimo antenato comune di pesci ed esseri umani. Queste somiglianze potrebbero rendere i gar un potente modello animale per gli studi in campo sanitario, per cui Braasch e il suo team stanno lavorando per capire meglio la biologia e la genetica dei gar.

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