Si può finire in ospedale per una miriade di cause diverse, ma viene difficile pensare che anche troppa felicità possa essere tra queste. E invece sì. In un caso raro, ma non unico nel suo genere, una donna di 65 anni ha dovuto subire un ricovero proprio a causa di un evento del genere. I medici ci hanno messo un po’ di tempo a capirne le cause, ma poi sembra aver indirizzato proprio lì.
La donna in questione, dopo aver partecipato al matrimonio di sua figlia, si è sentita male con forti dolore al petto. Ovviamente si è pensato subito a problemi di natura cardiovascolare. Di fatti, le prime teorie parlavano di un possibile coagulo di sangue vicino al cuore. Non è stato trovato, al contrario di un’anomalia strutturale del ventricolo sinistro. Una strana dilatazione che i medici hanno collegato all’eccessiva felicità della donna provata durante l’evento familiare.
Troppa felicità fa male al cuore
Una modifica del genere è prevista nella sindrome di Takotsubo che riguarda di solito al massimo il 3% dei casi di infarto. Di questi casi specifici, il 4% sembra essere collegato alla troppa felicità tanto che si chiama sindrome del cuore felice. Ma essendo casi così rari, diventa difficile riuscire a coglierli. Tra le altre cose, è sostanzialmente come la sindrome del cuore spezzato. Insomma, alla nostra pompa del sangue non piacciono a prescindere le emozioni troppo forti.
Le parole del cardiologo che ha seguito il caso: “Mantenere un elevato indice di sospetto, anche in pazienti senza fattori di rischio cardiovascolare convenzionali, è fondamentale. Le complicanze a breve e lungo termine e la mortalità di entrambi questi sottotipi di TTS sono simili, sebbene sia stata riportata una percentuale maggiore di uomini affetti da ‘sindrome del cuore felice’ rispetto alla ‘sindrome del cuore spezzato’. I medici che curano pazienti con TTS, così come i ricercatori che studiano la fisiopatologia della TTS, dovrebbero approfondire la natura delle emozioni positive/piacevoli che scatenano la ‘sindrome del cuore felice'”.

