Scoperto un nuovo metodo per iniettare medicinali nelle piante

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Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un metodo estremamente accurato e molto delicato per la somministrazione di medicinali alle piante. Attualmente, le piante possono essere “curate” spruzzando loro pesticidi – che in realtà non penetrano nelle loro radici – oppure possono essere trattate con aghi di grandi dimensioni che non sono particolarmente accurati e tendono a causare danni.

Il nuovo metodo utilizza micro-aghi (o quelli che i ricercatori chiamano fitoinettori), sopra un adesivo a base di seta, in grado di raggiungere direttamente il sistema circolatorio di una pianta.

Oltre a fornire medicinali o sostanze nutritive in diverse parti della pianta, il nuovo meccanismo può anche essere utilizzato per raccogliere campioni dalla pianta, che possono quindi essere analizzati in laboratorio o persino per modificare il DNA.

 

Perchè la seta

Gli scienziati hanno scelto la seta perché è un materiale forte, non provoca reazioni nelle piante e può degradarsi dopo che i farmaci hanno raggiunto la loro destinazione.

Tuttavia, anche il design di questi microaghi ha dovuto essere adattato perché, a differenza del corpo umano, le piante hanno molta meno acqua disponibile. Il team è stato quindi in grado di aumentare l’idrofilia della seta (capacità di attrarre l’acqua) e creare un nuovo materiale più adatto.

Gli scienziati hanno testato questo nuovo metodo su piante di pomodoro e tabacco e, allo stesso tempo, hanno usato molecole fluorescenti per monitorare l’avanzamento dell’iniezione dalle radici alle foglie.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Advanced Science, mostrano che hanno avuto successo e, secondo il team, il meccanismo potrebbe persino essere adattato per essere utilizzato in altri impianti.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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