La crociera di ricerca nell’Artico, posticipata per il Covid-19, dà i primi frutti

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I ricercatori che lo scorso ottobre hanno studiato i mari di Bering e dei Ciukci per tre settimane non hanno trovato ghiaccio, ma un ecosistema sorprendentemente attivo, sommando così i dati di un nuovo anno a un archivio fondamentale di cambiamenti climatici. La nave Norseman II ha trasportato scienziati della University of Alaska Fairbanks, del Center for Environmental Science della University of Maryland e della Clark University in una impegnativa ma soddisfacente crociera di ricerca.

 

Una crociera di ricerca iniziata tardi si è rivelata una miniera di dati preziosi

Mantenere la continuità delle osservazioni a lungo termine è fondamentale in quanto la regione è interessata dal cambiamento climatico. I ricercatori hanno raccolto importantissimi reperti, come sedimenti e piccoli animali di fondo per aiutare a documentare le fioriture algali dannose, che si stanno diffondendo sempre più con il riscaldamento delle acque dell’Artico. Le fioriture rappresentano una minaccia per gli esseri umani e i mammiferi marini che le mangiano.

A causa della pandemia, la crociera è iniziata il 2 ottobre, con notevole ritardo rispetto al previsto. Tradizionalmente con la formazione del ghiaccio, in ottobre, l’ecosistema dei mari di Bering e dei Ciukci diminuiva l’intensità della sua attività. Quest’anno le temperature dell’oceano, eccessivamente calde, hanno ritardato di diverse settimane la formazione di ghiaccio. La mancanza di ghiaccio ha probabilmente favorito la maggiore attività biologica che i ricercatori hanno avuto modo di osservare.

Gli scienziati hanno raccolto dati per diversi programmi di scienze marine che monitorano l’ecosistema artico del Pacifico. Seth Danielson, del College of Fisheries and Ocean Sciences dell’UAF, afferma che i dati raccolti mostrano già gli effetti del calore oceanico che si estende ulteriormente in autunno e all’inizio dell’inverno.

Per proteggere le comunità dello Stretto di Bering dalla potenziale esposizione al Covid-19, il team si è sottoposto a quarantena e a diversi test ad Anchorage prima di effettuare la crociera; quindi ha viaggiato con aerei a noleggio fino a Nome che lo hanno portato direttamente sulla nave da ricerca, oltrepassando il terminal passeggeri.

.Ph. credits: Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

 

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