MIT: un impianto salva i diabetici dalle crisi ipoglicemiche

Date:

Share post:

Un dispositivo grande quanto una moneta potrebbe presto cambiare la vita di milioni di persone affette da diabete. Un team del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha infatti sviluppato un impianto sottocutaneo intelligente in grado di rilasciare automaticamente glucagone quando i livelli di zucchero nel sangue scendono pericolosamente, salvando letteralmente la vita a chi soffre di ipoglicemia grave.

Cos’è l’ipoglicemia e perché è così pericolosa

L’ipoglicemia si verifica quando il livello di glucosio nel sangue si abbassa troppo. Può causare sudorazione, tremori, confusione mentale, perdita di coscienza e, nei casi peggiori, coma o morte. È particolarmente rischiosa durante il sonno o per chi non è in grado di riconoscerne i sintomi o somministrare una cura in tempo utile.

Attualmente, il trattamento d’emergenza prevede l’uso di glucagone iniettabile, che stimola il fegato a rilasciare zuccheri nel sangue. Ma non sempre è disponibile o utilizzabile in modo tempestivo.

Come funziona il micro-impianto del MIT

Il nuovo dispositivo, descritto in uno studio su Nature Biomedical Engineering, è grande solo 2 grammi ed è pensato per essere impiantato sotto la pelle. Contiene glucagone in forma di polvere, più stabile della versione liquida.

Ecco il punto forte: il rilascio del farmaco avviene in modo automatico. Il dispositivo è dotato di una piccola antenna che riceve segnali da un sensore esterno, come quelli per il monitoraggio continuo della glicemia. Quando rileva un calo pericoloso di zuccheri, una corrente elettrica attiva il rilascio del glucagone, che in pochi minuti ripristina i valori normali nel sangue.

Efficacia dimostrata: risultati promettenti nei test su animali

Nei test condotti su ratti diabetici, l’impianto ha normalizzato i livelli di glucosio entro 10 minuti dall’attivazione. Il meccanismo ha funzionato anche con altri farmaci salvavita, come l’epinefrina in polvere per le reazioni allergiche gravi.

Un ulteriore vantaggio: l’impianto funziona anche se si forma tessuto cicatriziale attorno, mantenendo la sua efficacia per settimane. I ricercatori stimano che, con ulteriori miglioramenti, potrebbe durare fino a un anno o più.

Un futuro più sicuro per chi vive con il diabete

Secondo Siddharth Krishnan, responsabile del progetto, l’obiettivo è rendere l’impianto compatibile con dispositivi già in uso, come i sensori glicemici, permettendo una risposta del tutto automatizzata e autonoma, senza necessità di intervento da parte del paziente.

Questo potrebbe essere un punto di svolta soprattutto per i bambini, gli anziani o le persone con disabilità che non riescono a gestire un’iniezione in situazioni di emergenza.

In un mondo in cui il diabete continua a colpire milioni di persone, questa innovazione del MIT apre la strada a una nuova generazione di tecnologie salvavita, più intelligenti, più pratiche e capaci di intervenire quando conta di più: senza perdere tempo prezioso.

Foto di isens usa su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

Related articles

Il caldo estremo ci fa invecchiare più in fretta? Cosa dice la scienza

Le temperature record registrate negli ultimi anni stanno cambiando il modo in cui viviamo l'estate. Oltre a provocare...

Riscaldamento globale: gli scienziati rilevano una preoccupante accelerazione del cambiamento climatico

Il riscaldamento globale continua ad avanzare e, secondo un nuovo studio, potrebbe farlo a un ritmo ancora più...

E se il cervello non fosse l’origine della coscienza? Cosa dice la scienza

Che cosa rende possibile l'esperienza soggettiva dell'essere coscienti? Come nasce la sensazione di percepire il mondo, provare emozioni...

Dolcificanti artificiali: gli effetti sul cervello

I dolcificanti artificiali spesso vengono presentati come molto più dannosi dello zucchero, ma questo senza che le prove...