L’osteoporosi è una di quelle condizioni molto diffuse, ma che al momento non si possono sconfiggere con i trattamenti disponibili. Per riuscire a farlo bisognerebbe capirne tutto il funzionamento, l’origine, e spesso va a riguardare anche singoli geni del nostro DNA. Un nuova ricerca ha di fatto individuato un particolare recettore, il GPR133, che potrebbe condurre a una svolta in ambito medico.
Questo recettore è cruciale per la densità ossea, ma la chiave di tutto è una sostanza chimica in grado di interagirci ovvero l’AP503. Nei test in laboratorio, nei topi, la presenza di questa sostanza negli esemplari corrispondeva a una salute ossea migliore rispetto al gruppo senza che mostrava tutti i segni dell’osteoporosi. La sostanza in questione è in grado di migliorare l’attività degli osteoblasti.
Una nuova frontiera contro l’osteoporosi?
Avere scoperto questo meccanismo apre di fatto a nuove possibilità in ambito medico. Gli attuali trattamenti contro l’osteoporosi perdono efficacia abbastanza in fretta del tempo e causano anche diversi effetti collaterali. Lavorare attorno a questo recettore e alla sostanza chimica sopracitata, in tandem con l’esercizio fisico, potrebbe aiutare milioni di persone.
Le parole dei ricercatori: “La possibilità di trasformare facilmente e in sicurezza il sangue delle persone in impianti altamente rigenerativi è davvero entusiasmante. Quando abbiamo testato queste ossa, si sono rivelate molto più resistenti del normale. Non siamo mai stati in grado di ottenere questo tipo di mineralizzazione e guarigione con nessun’altra strategia. Il rafforzamento parallelo dell’osso, recentemente dimostrato, evidenzia ancora una volta il grande potenziale di questo recettore per le applicazioni mediche in una popolazione che invecchia”

