Scoperto nuovo candidato ad essere “pianeta abitabile” a 12 anni luce

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Un sistema stellare recentemente scoperto a 12 anni luce ospita tre mondi nella gamma dimensionale tra Terra e Nettuno, uno dei quali nella “zona abitabile” della stella, dove il calore dell’ospite consente l’esistenza di acqua liquida.

GJ 1061d è circa 1,7 volte la massa della Terra ed è molto probabilmente un mondo roccioso. Il pianeta si trova nella cosiddetta “zona abitabile” della sua stella e, se è roccioso e ha un’atmosfera adeguata, può anche avere acqua in superficie.

Questo pianeta è il più esterno dei tre scoperti in questo sistema stellare e orbita attorno alla sua stella ogni 12 o 13 giorni. Dato che la sua stella nana rossa è così piccola e fredda, l’orbita stretta sta a significare che si tratta di un pianeta potenzialmente temperato. Inoltre, la stella sembra essere più vecchia e meno attiva dei giovani nani rossi, il che rende il pianeta meno incline a eruzioni stellari.

 

Nei pressi di… Proxima Centauri

Oltre alla scoperta di questo nuovo sistema planetario, gli scienziati hanno anche scoperto un pianeta potenzialmente roccioso che orbita attorno al nostro vicino stellare più vicino, Proxima Centauri.

Circa 15 sistemi di esopianeti sono stati rilevati a 16 anni luce, la maggior parte intorno a nane rosse, chiamate anche stelle di tipo M. Insieme, questi sistemi hanno 33 pianeti e più della metà comprende più di un pianeta .

Questo nuovo sistema ricorda quelli più distanti, compresi i sette pianeti delle dimensioni della Terra che orbitano attorno ad una nana rossa – TRAPPIST-1 – a circa 40 anni luce di distanza.

Un team di astronomi, guidato da Stefan Dreizler dell’Università di Gottinga, in Germania, ha scoperto il nuovo sistema utilizzando lo spettrografo HARPS sul telescopio dell’Osservatorio europeo meridionale di La Silla, in Cile. Lo strumento misura le “oscillazioni” nel moto di una stella causate dall’attrazione gravitazionale dei pianeti in orbita, un metodo per rilevare esopianeti noto come “velocità radiale”. L’articolo è disponibile su Astrophysics Data System.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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