Scienziati scomparsi: la statistica smonta il mistero

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Negli ultimi mesi una serie di morti e sparizioni di ricercatori scientifici ha alimentato sospetti, teorie del complotto e discussioni sui social network. Al centro del dibattito ci sono diversi casi di scienziati collegati a settori sensibili come energia nucleare, fisica del plasma e ricerca spaziale.

L’FBI ha effettivamente aperto un’indagine preliminare dopo la comparsa di un elenco di circa dodici ricercatori morti o scomparsi in circostanze considerate insolite. Tra i nomi più discussi c’è quello del fisico portoghese Nuno Loureiro, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology.

Ma secondo diversi esperti di matematica e statistica, la spiegazione più probabile potrebbe essere molto meno cinematografica di quanto sembri.

La legge dei grandi numeri rende le coincidenze inevitabili

Per comprendere il fenomeno bisogna partire da un concetto fondamentale della probabilità: il cosiddetto principio di improbabilità.

Lo statistico britannico David Hand lo ha reso celebre spiegando come eventi apparentemente straordinari siano, in realtà, inevitabili quando coinvolgono miliardi di persone e una quantità enorme di dati.

In un mondo con oltre otto miliardi di individui, eventi rari, coincidenze sorprendenti e sequenze insolite non soltanto possono accadere: prima o poi devono accadere.
Un esempio classico è il famoso paradosso del compleanno:

P(\text{almeno due compleanni uguali}) \approx 50% \text{ con } 23 \text{ persone}

Anche se intuitivamente sembra improbabile, bastano appena 23 persone in una stanza perché esista circa il 50% di probabilità che due condividano la stessa data di nascita.

Allo stesso modo, eventi che sembrano eccezionali possono emergere naturalmente quando il numero totale dei casi è enorme.

Il caso di Nuno Loureiro

L’attenzione mediatica è esplosa dopo la morte di Nuno Loureiro, avvenuta il 16 dicembre. Il ricercatore lavorava sulla fusione nucleare presso il MIT Plasma Science and Fusion Center.

La presenza di legami con la ricerca energetica avanzata ha immediatamente favorito speculazioni online secondo cui il fisico sarebbe stato eliminato per motivi legati alla sicurezza nazionale.

Tuttavia, secondo gli investigatori, il caso avrebbe avuto un movente personale. L’uomo accusato dell’omicidio sarebbe stato un ex collega consumato dalla rivalità professionale e dalla gelosia.

Nonostante ciò, sui social il caso è stato rapidamente inserito in una narrativa più ampia che parlava di “scienziati eliminati”.

Come nascono gli schemi che sembrano sospetti

Secondo gli statistici, il cervello umano tende naturalmente a cercare collegamenti anche dove non esistono davvero.

Uno dei meccanismi più comuni è il cosiddetto effetto “abbastanza simile”: eventi diversi vengono raggruppati insieme perché condividono qualche elemento superficiale.

Nel caso degli scienziati scomparsi, professioni molto differenti — fisici del plasma, astrofisici, tecnici di laboratorio — sono state unite sotto un’unica etichetta narrativa.

Ad esempio, alcuni commentatori hanno collegato la morte di Carl Grillmair a quella di Loureiro sostenendo che entrambi studiassero “catastrofi planetarie”. In realtà, i loro campi di ricerca erano molto diversi.

L’effetto “guarda altrove”

Un altro fenomeno statistico importante è il cosiddetto look elsewhere effect, cioè l’“effetto guarda altrove”.

In pratica, quando si analizzano enormi quantità di dati, è quasi inevitabile trovare gruppi o coincidenze apparentemente significative anche se sono casuali.

È lo stesso principio per cui, osservando abbastanza a lungo le nuvole, finiamo per vedere forme riconoscibili.

Nel caso degli Stati Uniti, ogni anno vengono registrate circa 200.000 persone adulte scomparse. Tra queste, decine di migliaia lavorano in settori scientifici o tecnologici avanzati.

Statisticamente, quindi, è inevitabile che alcune sparizioni coinvolgano anche ricercatori.

Il ruolo dei social e del fenomeno Baader-Meinhof

Internet amplifica enormemente questo tipo di percezioni.

Quando iniziamo a notare un certo fenomeno, il cervello tende a vederlo ovunque. È il cosiddetto fenomeno Baader-Meinhof, noto anche come illusione della frequenza.

Succede quando impariamo una parola nuova e improvvisamente sembra comparire dappertutto, oppure quando notiamo ripetutamente un certo numero o uno stesso modello.

Nel caso degli scienziati scomparsi, ogni nuovo episodio è stato interpretato come conferma di uno schema già esistente, rafforzando ulteriormente la convinzione collettiva.

Perché la statistica è spesso controintuitiva

Uno degli aspetti più affascinanti della probabilità è che molte sue conclusioni sembrano andare contro il buon senso.

La mente umana è poco intuitiva quando deve interpretare numeri enormi, coincidenze rare o probabilità cumulative. Per questo eventi casuali possono apparire misteriosi o addirittura orchestrati.

Eppure, come sostiene David Hand, la vera lezione della statistica è semplice: nel mondo accadono continuamente eventi estremamente improbabili proprio perché le opportunità affinché si verifichino sono praticamente infinite.

Anche quando riguardano scienziati, laboratori segreti e storie che sembrano uscite da un thriller.

Foto di Michael Dziedzic su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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