I contraccettivi vengono presi prevalentemente per due motivi, aiutare a controllare e gestire con più facilità il ciclo mestruale e per evitare di rimanere incinta. Si tratta di farmaci a tutti gli effetti e come tutti i trattamenti, presenta degli effetti collaterali. Un nuovo studio ha evidenziato quanto la tipologia ormonale dei suddetti possa aumentare il rischio di sviluppare tumori, un rischio ben diverso da quelli più noti come depressione e ictus.
Lo studio è stato condotto dall’Agenzia danese per i farmaci basandosi sui dati di quasi tre milione di donne raccolti nell’arco di 25 anni. Quello che è stato evidenziato è l’effettivo rischio di sviluppare dei tumori in seguito a tale terapia. Il rischio sembra essere minimo, ma è un aspetto finora ignorato, anche se cambia dalla tipologia di contraccettivo. Per esempio quello iniettabile a base di medrossiprogesterone presenta un rischio quattro volte rispetto al normale.
I tumori come effetto collaterale
Come tipologia di tumori si parla del meningioma che colpisce le meningi. Sono molto rari e al tempo stesso, sono nella maggior parte dei casi benigni. Se si parla di donne che non prendono contraccettivi, almeno 5 ogni 1.000 sperimentano tale condizione. Il rischio sale a 6 ogni 1.000 se si prende il trattamento sopracitato. Un rischio basso, ma che vale la pena affrontare.
Le parole dei ricercatori: “Questi piccoli aumenti di rischio devono essere valutati rispetto ai benefici dei diversi metodi contraccettivi. È importante che le donne non interrompano l’assunzione della pillola anticoncezionale senza consultare il proprio medico. I medici prescrittori dovrebbero certamente essere a conoscenza di questa associazione. Questo è un’ulteriore prova dell’importanza di un’adeguata consulenza contraccettiva, che affronti i rischi e i benefici dei vari metodi contraccettivi, tra medici e pazienti, prima di prescrivere un farmaco o formulare una raccomandazione”.

