Google Chrome ha ridotto del 28% i tempi di caricamento delle pagine Web

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A seguito del rilascio della versione 56 per Windows, MacOS e Linux avvenuto nel corso di queste ultime ore la società di Mountain View ha discusso in merito ai miglioramenti introdotti sul suo Google Chrome in relazione alla velocità di presentazione delle pagina web specialmente sui dispositivi mobile.

Nel momento in cui un utente lancia la ricerca di una pagina Internet il browser provvede ad avviare un processo di verifica con il web server attraverso una convalida delle URL volta a verificare l’usabilità della risorsa. A partire da Google Chrome 54i tempi di risoluzione del processo si sono ridotti del 60% portando ad una conseguente ottimizzazione e velocizzazione delle pagine pari al +28%.

Per conseguire questi risultati il team di sviluppo si è assicurato di convalidare al sola risorsa principale lasciando il compito di fare il refresh degli altri elementi ad una normale procedura. In questo frangente il sistema di navigazione online ottimizza in maniera mirata le risorse immagazzinate in memoria cache puntando ad una seria riduzione della latenza e ad un minor utilizzo di batteria e traffico dati nei dispositivi portatili.

Google Chrome

A seguito di un lavoro di ottimizzazione durato due anni, allo stesso modo, anche Facebook ha fatto sapere di essere finalmente in grado di provvedere ad una gestione intelligente delle risorse che porta ad una notevole riduzione dei tempi di caricamento delle pagine.

Il video che segue mette in chiara luce i miglioramenti ottenuti attraverso il nuovo sistema in riferimento all’utilizzo di uno smartphone con connessione di rete lenta:

https://youtu.be/FhgcPjM16TE

LEGGI ANCHE: Google Chrome: arriva funzione di riproduzione file FLAC

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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