Un gruppo di ricercatori sono riusciti a sviluppare un nuovo metodo per trasformare la plastica in idrogeno. Questo offre due soluzioni ovvero riuscire smaltire in modo intelligente i rifiuti e offrire combustibili alternativi. La tecnica è stata chiamata Alkaline Thermal Treatment, o ATT, e consente di convertire tre delle plastiche più diffuse in idrogeno ad alta purezza, senza richiedere la separazione preventiva dei materiali di fatto l’aspetto più costoso e complesso nel riciclo tradizionale.
Il processo per trasformare la plastica sfrutta idrossido di sodio e calore per favorire la produzione di idrogeno. Nei testi di laboratorio sono riusciti a ottenere un risultato ottimale usando temperature più basse di 400 gradi rispetto agli altri metodi. In aggiunta, il sistema permette di catturare il rilascio di CO2 piuttosto che disperderlo nell’atmosfera.
Sfruttare la plastica in un altro modo
Per aumentare l’efficienza della conversione, i ricercatori hanno sottoposto la platica al pretrattamento di riscaldamento e ossidazione, introducendo ossigeno nelle catene polimeriche e rendendole più reattive. Questa modifica supera uno dei principali ostacoli che limitano le tecnologie esistenti, ovvero la difficoltà di trattare plastiche miste e non selezionate. La combinazione di basse temperature operative, cattura del carbonio e utilizzo di rifiuti plastici eterogenei rende l’ATT una promettente strategia per valorizzare materiali che oggi finiscono spesso in discarica o nell’ambiente.
Le parole dei ricercatori: “Combinando il funzionamento a bassa temperatura, la capacità di cattura del carbonio e i vantaggi delle plastiche miste, la tecnologia ATT offre una soluzione pratica per riciclare i rifiuti plastici e trasformarli in idrogeno pulito. Riducendo i costi di selezione e la complessità del processo, che hanno rappresentato i principali ostacoli alla commercializzazione, questa tecnologia ha il potenziale per diventare una tecnologia chiave di nuova generazione a supporto sia dell’economia dell’idrogeno che dell’economia circolare.”

