La tecnologia VR fa un ulteriore passo avanti nel mondo dei videogiochi

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Quante volte abbiamo sognato di giocare e provare davvero le stesse sensazioni del nostro avatar? Con l’arrivo dei visori di realtà aumentata è stato possibile sfruttare la realtà di gioco 3D. Durante le partite era più immersivo vedere il paesaggio attorno come se fosse quello reale, soprattutto per i giochi in prima persona.

Per aumentare la qualità del gioco un gruppo di ricerca svizzero ha pensato sarebbe stato bello sentire la presa di un oggetto virtuale come se fosse uno reale davanti a noi. Nasce così Dextres, il guanto sensibile per realtà virtuale.

 

 

 

Dextres, tutti i dettagli tecnici

E’ spesso solo 2 mm nei quali passa il cavo di alimentazione, un cavo a bassa alimentazione ovviamente poiché si deve interfacciare direttamente con la pelle umana elettrostatica. Il guanto pesa solo circa 40 grammi, peso abbastanza leggero visti i numerosi pezzi che lo compongono.

Sulle dita sono presenti delle importanti strisce di nylon grazie alle quali si crea l’interfaccia con l’oggetto virtuale. Sono proprio queste strisce a consentire una presa reale dell’oggetto. Collegato alle strisce troviamo un controllore il quale serve appunto per verificare che l’oggetto sia afferrato. E’ una specie di cervello che quando riceve il segnale secondo cui l’oggetto è presente nelle mani, decide di non rilasciarlo fino all’apposito segnale.

La realizzazione del guanto, come dichiarato dai creatori, è tutto un gioco di forze e tensioni, un po’ come avviene nel corpo umano. La natura è quindi sempre un punto di grande ispirazione per la realizzazione di oggetti robotici.

Come dichiarato dagli stessi creatori è difficile però ottenere un modello identico a quello umano. La parte difficile consiste proprio nel sapere come il meccanismo funziona nel corpo umano poiché non ci sono ancora sufficienti studi sul funzionamento del cervello, l’organo che comanda ogni nostro movimento.

Il guanto non è stato inoltre creato solo per i giocatori ma potrebbe avere grande utilizzo in altri campi importanti. Potrebbe anche essere la base per un nuovo controller.

Silvia Sanna
Silvia Sanna
Sono una studentessa di ingegneria informatica e avendo studiato alle superiori lingue conosco bene lo spagnolo, l'inglese e discretamente il tedesco. Come vedete dalla mia pagina Instagram mi piace scattare foto ai paesaggi che visito e condividerle con gli altri, soprattutto della mia bella Sardegna. Scrivo articoli di tecnologia e scienza perché mi piace divulgare le conoscenze e informarmi di più sulle notizie che leggo e condividerle con i miei lettori. Nel tempo libero mi piace fare dei piccoli progetti elettronici.

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