“Donald”, tra le peggiori password del 2018: ecco quali evitare

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La società SplashData, specializzata in sicurezza su Internet, ha pubblicato la sua lista annuale con le 25 password più vulnerabili utilizzate dagli utenti di Internet nel 2018. New entry decisamente inattesa è “Donald”, un chiaro riferimento al presidente americano Trump. 

Secondo i dati di questa azienda, che ha analizzato oltre 5 milioni di password che sono trapelate su Internet negli ultimi 12 mesi, circa il 10% degli utenti di Internet utilizza uno qualsiasi di questi codici di accesso che compongono il proprio ranking annuale. Le due opzioni più utilizzate erano “123456” e “password”, entrambe in cima alla lista da quando questa società ha iniziato a sviluppare questa simpatica classifica nel 2011. Le seguenti scelte erano diverse combinazioni di numeri e parole come “qwerty”, “admin” o “football”.

 

Le nuove password 2018 da cambiare assolutamente

Tra le nuove password, gli addetti ai lavori evidenziano “6666660” e “Donald”. “Mi dispiace, signor presidente, ma non è una fake news”, ha aggiunto Morgan Slain, amministratore delegato della società, in una conferenza stampa. “Usare il proprio nome o qualsiasi altro nome come password è una decisione pericolosa“, ha proseguito Slain, aggiungendo che gli hacker se la cavano molto bene perché sanno che molte persone usano nomi di celebrità visto che sono “combinazioni facili da ricordare“.

Inoltre, gli esperti di SplashData hanno dichiarato che la loro intenzione è quella di educare gli utenti di Internet ad adottare migliori misure di sicurezza, cioè utilizzare password più elaborate. “La nostra speranza, nel pubblicare questa lista ogni anno, è quella di convincere le persone ad agire per proteggersi online“, ha concluso Slain.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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