Coronavirus e contagio: il discorso del rischio legato al denaro contante

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Fin da piccoli viene insegnato che i soldi contanti, sia banconote che anche le monete, sono dei veicoli di germi e batteri. Sono oggetti che continuano a passare di mano in mano accumulando nel giro di poco una flora di agenti patogeni spaventosa. Era così prima dell’allarme coronavirus, e rimane così anche adesso, non c’è da stupirsi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato il fatto che il Covid-19 può rimanere sul denaro contante per diversi giorni. Non ci si aspettava altro considerando che la notizia che il virus sopravvive per diversi giorni anche sulle superfici è di qualche settimana fa. Cambia qualcosa nelle nostre abitudini? No, anche se potrebbe essere visto come un incentivo.

Lavarsi le mani ed evitare di toccarsi il visto rimane sempre la contromisura migliore. Niente di nuovo. Volendo si potrebbe anche consigliare di usare forme di pagamento elettroniche, un qualcuno che dovremo fare sempre più in ogni caso, a prescindere da tale situazione.

 

Coronavirus e soldi

Ecco le parole di un portavoce dell’OMS: “Sappiamo che i soldi cambiano spesso di mano e possono raccogliere ogni sorta di batteri, virus e cose del genere. Consigliamo alle persone di lavarsi le mani dopo aver maneggiato le banconote ed evitare di toccarsi il viso, soprattutto se stanno per mangiare o prima di maneggiare il cibo”.

In genere, la scienza ha spiegato come il coronavirus riesce a resistere maggiormente su superficie plastiche e metalliche. Le banconote sono un materiale particolare, ma anche i fattori ambientali tendono a favorire la loro permanenza. In sostanza, stare attenti a dove si mettono le mani e lavarsele il più possibile, e vale anche se si usa lo smartphone.

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