Scoperta nuova specie di mammiferi vissuta 66 milioni di anni fa

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Gli scienziati hanno scoperto una nuova specie, chiamata Adalatherium hui (che significa “bestia pazza“), attraverso un fossile scoperto nel 1999 in Madagascar. L’animale, che aveva le dimensioni di un gatto, viveva tra il 72,1 e il 66 milioni di anni fa, durante il cosiddetto Maastrichtiano.

Lo scheletro estremamente ben conservato corrisponde al fossile più completo di una forma di mammifero mesozoico del supercontinente Gonduana mai trovato, e potrebbe persino essere il mammifero più antico mai scoperto nell’emisfero meridionale.

L’A. hui è totalmente unico a causa delle circostanze insolite e isolate della sua evoluzione. Come ricorda lo stesso sito che ne ha pubblicato la ricerca, Gonduana iniziò a frammentarsi circa 180 milioni di anni fa, portando con sé territori come Australia, Africa, Antartide, Madagascar, Sud America e India.

Durante questa frammentazione, il Madagascar fu collegato al subcontinente indiano per altri 90 milioni di anni, fino a quando non si separò definitivamente circa 88 milioni di anni fa, esistendo da allora come isola remota.

Tenendo presente che questo animale ha vissuto circa 20 milioni di anni dopo, ciò significa che si è evoluto in isolamento su questa isola per decine di milioni di anni – una circostanza che, a volte, promuove le singolarità evolutive, rispetto a quelle degli animali che vivevano nel continente.

 

L’Adalatherium hui

Conoscendo ciò che sappiamo sull’anatomia di tutti i mammiferi vivi ed estinti, è difficile immaginare che un mammifero come l’Adalatherium possa essersi evoluto. La sua scoperta mette in discussione molte regole”, afferma il paleontologo David Krause, del Denver Museum of Nature and Science negli Stati Uniti, che ha contribuito a trovare lo scheletro durante una spedizione negli anni ’90.

Parte della sua “stranezza” risiede nell’osso del septomaxilla nell’area del muso, una caratteristica che è scomparsa 100 milioni di anni prima negli antenati dei moderni mammiferi viventi. Inoltre, questa creatura aveva anche più aperture (chiamate foramina) nel suo cranio rispetto a qualsiasi altro mammifero noto, il che potrebbe aver aumentato la sensibilità del suo muso e dei baffi, consentendo ai nervi e ai vasi sanguigni di passare attraverso il cranio.

Sebbene i ricercatori ritengano che questo esemplare fosse giovane, era ancora molto grande – circa tre chili -, almeno per i mammiferi di quel tempo. Aveva anche ossa delle gambe stranamente curve, che il team non sa se fossero usate per scavare, correre o anche per altri tipi di locomozione.

E poi c’è un altro fattore: i denti. “La stranezza di questo animale è chiaramente evidente nei denti: sono l’opposto di tutti gli altri mammiferi e devono essersi evoluti nuovamente da un remoto antenato“, spiega Alistair Evans, un assistente professore alla Monash University in Australia e uno dei ricercatori di studio pubblicato a fine aprile sulla rivista scientifica Nature.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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