La fonte della giovinezza potrebbe trovarsi sotto l’acqua

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La rigenerazione è sempre stata un fenomeno affascinante e da tempo i ricercatori cercano di comprendere i suoi segreti. Sebbene gli esseri umani abbiano capacità rigenerative limitate rispetto a certi animali, uno studio recente suggerisce che una creatura acquatica chiamata Hydractinia symbiolongicarpus potrebbe essere la chiave per svelare i misteri della rigenerazione.

Un team di ricercatori ha condotto lo studio sulla Hydractinia, una piccola creatura marina a forma di tubo che assomiglia a una sorta di incrocio tra un verme e un’anemone di mare. I ricercatori hanno scoperto che quando la Hydractinia ha bisogno di rigenerare una parte del suo corpo, attiva le cellule sane circostanti utilizzando cellule invecchiate (senescenti) per trasformarsi in cellule staminali.

La senescenza, il processo in cui le cellule invecchiano e perdono la loro capacità di crescita e divisione, è considerata normalmente dannosa negli esseri umani. Le cellule senescenti tendono a rilasciare sostanze chimiche infiammatorie associate a malattie legate all’età, come l’Alzheimer, l’artrite e il cancro.

Tuttavia, nella Hydractinia, le cellule senescenti svolgono un ruolo cruciale nella rigenerazione. I ricercatori hanno scoperto che la Hydractinia conserva le sue cellule staminali nel suo tronco. Anche quando la bocca dell’animale, situata lontano dal tronco, veniva amputata, era ancora in grado di rigenerare un nuovo corpo.

Analizzando i genomi delle cellule vicine al sito dell’amputazione, i ricercatori hanno identificato tre geni correlati alla senescenza. Uno di questi, chiamato Cdki1, era particolarmente importante per la rigenerazione. Quando questo gene è stato eliminato, la Hydractinia non è stata in grado di produrre cellule senescenti, spiega il sito Inverse.

Dato che gli esseri umani, la Hydractinia e i suoi parenti più stretti, come le meduse, hanno condiviso un antenato comune oltre 600 milioni di anni fa, è possibile che la senescenza funzioni come un meccanismo antico che dà istruzioni alle cellule vicine a una lesione per prepararsi alla rigenerazione.

Andy Baxevanis, coautore dello studio, ha sottolineato l’importanza dello studio di parenti animali lontani per svelare i segreti della rigenerazione e dell’invecchiamento nella ricerca della fonte della giovinezza. La comprensione di questi processi potrebbe avere implicazioni significative nella medicina rigenerativa e nello studio delle malattie legate all’età.

I risultati dello studio sono stati pubblicati venerdì sulla rivista scientifica Cell Reports.

Foto di Milad Fakurian su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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