Alzheimer: un metallo per invertire il danno al cervello

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Gli attuali trattamenti contro il morbo di Alzheimer mirano a cercare di rallentare il più possibile il decorso dei sintomi. Non perché non si voglia curare la malattia, ma perché è così complessa risulta ancora un mistero. Di studi che mirano a invertire il danno ce ne sono diversi e tra questi, una ricerca sembra aver trovato qualcosa di molto promettente. L’uso di un metallo potrebbe aiutare di fatto a ripristanare la memoria persa in precedenza, il litio.

Nei test di laboratorio sui topi, i ricercatori sono di fatto riusciti a invertire tale perdita di memoria aumentando i livelli di litio presenti nel cervello. Lo studio ha esaminato diversi metalli, e quest’ultimo ha dimostrato una capacità eccezionale. Non sarebbe un prima volta in ambito medico l’uso del litio in quanto già presente nei trattamenti per il disturbo bipolare.

 

Il litio contro il morbo di Alzheimer

Nella ricerca è stato visto come le proteine beta-amiloide, che sono proprio associate al morbo di Alzheimer, tendono a legarsi proprio al litio. Questo comportamento rende ai neuoroni impossibile l’accesso al metallo che invece serve. Aumentandone i livelli in modo controllato, si andrebbe a rifornire i neuroni.

Le parole dei ricercatori: “L’idea che la carenza di litio possa essere una causa dell’Alzheimer è nuova e suggerisce un approccio terapeutico diverso. Il litio risulta essere simile ad altri nutrienti che assumiamo dall’ambiente, come il ferro e la vitamina C”, afferma Yankner. “È la prima volta che qualcuno dimostra che il litio esiste a un livello naturale biologicamente significativo senza somministrarlo come farmaco. Bisogna fare attenzione a estrapolare dati da modelli murini, e non si sa mai finché non si sperimenta in uno studio clinico controllato sull’uomo, ma finora i risultati sono molto incoraggianti.”

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