L’acqua delle comete e le origini della vita sulla Terra: nuove prove scientifiche

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Da decenni gli scienziati si interrogano su come la Terra, pianeta formatosi inizialmente privo di acqua, sia diventata un mondo azzurro. Una delle ipotesi più affascinanti suggerisce che l’acqua sia stata portata da corpi celesti esterni, in particolare da comete ricche di ghiaccio. Oggi una nuova ricerca internazionale offre indizi convincenti: l’acqua di una cometa osservata di recente appare chimicamente indistinguibile da quella dei nostri oceani.

La scoperta della cometa 12P/Pons-Brooks

Il team guidato da Martin Cordiner del Goddard Space Flight Center della NASA ha studiato la cometa 12P/Pons-Brooks, appartenente alla stessa famiglia della celebre Halley. Grazie al potente radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e al telescopio infrarosso della NASA, gli scienziati hanno analizzato l’acqua presente nella chioma della cometa, distinguendo tra molecole di acqua comune (H₂O) e acqua “pesante” (HDO), che contiene deuterio.

Il rapporto tra idrogeno e deuterio, una sorta di “firma chimica” dell’acqua, è stato calcolato con una precisione senza precedenti. Il risultato? Il valore registrato coincide quasi perfettamente con quello degli oceani terrestri.

Cosa significa il rapporto D/H

Il cosiddetto rapporto D/H è un parametro fondamentale per capire l’origine dell’acqua. Ogni ambiente del Sistema Solare – dalle lune ghiacciate ai pianeti, fino alle comete – presenta valori diversi. Finora, molte comete mostravano firme chimiche incompatibili con quelle terrestri, mettendo in discussione la teoria che fossero state loro a portare l’acqua sulla Terra.

Il dato della 12P/Pons-Brooks ribalta questo scenario: per la prima volta, una cometa di tipo Halley mostra una corrispondenza perfetta con l’acqua terrestre.

Implicazioni per le origini della vita

Se le comete hanno portato davvero l’acqua sulla Terra, è possibile che abbiano trasportato anche altri ingredienti essenziali, come composti organici e molecole prebiotiche. Questo rafforza l’idea che i mattoni della vita possano essere arrivati dall’esterno, attraverso ripetuti impatti cosmici avvenuti miliardi di anni fa.

Secondo gli studiosi, le comete sono vere e proprie capsule del tempo, rimaste intatte dalla nascita del Sistema Solare. Analizzarle significa gettare uno sguardo su come appariva il nostro angolo di universo 4,5 miliardi di anni fa.

Un puzzle ancora da completare

La ricerca non chiude il dibattito, ma aggiunge un tassello decisivo. Non tutte le comete, infatti, mostrano questa corrispondenza. Probabilmente la Terra ha ricevuto contributi da più fonti – comete, asteroidi e processi geologici interni.

Quello che appare sempre più chiaro è che il nostro pianeta non è isolato, ma il frutto di una lunga storia di scambi cosmici. E tra le polveri e i ghiacci delle comete potrebbe celarsi la risposta alla domanda più antica di tutte: come è iniziata la vita sulla Terra?

Foto di Justin Wolff su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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