Un gruppo di ricercatori dell’Università di Vienna ha scoperto un metabolismo microbico mai osservato prima: alcuni batteri riescono a “respirare” minerali di ferro per disintossicare l’acqua da composti pericolosi come il solfuro di idrogeno.
Questi microrganismi, soprannominati “batteri MISO”, trasformano il solfuro tossico – un gas noto per l’odore di uova marce – in solfato, contribuendo così a prevenire l’espansione delle “zone morte” prive di ossigeno negli oceani e nelle zone umide del pianeta.
Lo studio, pubblicato su Nature, suggerisce che i batteri MISO potrebbero essere responsabili fino al 7% della rimozione globale di solfuri dai sedimenti marini. Un dato sorprendente, che cambia la comprensione dei cicli biogeochimici e del ruolo della vita microbica nella regolazione del clima terrestre.
Il segreto dei cicli invisibili della Terra
Zolfo e ferro sono elementi chiave negli ecosistemi poveri di ossigeno, come i fondali oceanici. In queste condizioni estreme, i microrganismi diventano veri ingegneri invisibili: respirano ciò che trovano, trasformando i composti chimici in energia.
Finora si pensava che la reazione tra solfuro e ossidi di ferro fosse soltanto chimica. In realtà, i ricercatori hanno dimostrato che i batteri possono sfruttarla per crescere. Un metabolismo “ibrido” che intreccia i cicli del ferro e dello zolfo e, al tempo stesso, influenza la disponibilità di nutrienti e la produzione di gas serra come anidride carbonica e metano.
MISO: un metabolismo che salva gli oceani
Il metabolismo appena scoperto, battezzato MISO (Microbial Iron-Sulfide Oxidation), collega due processi chiave:
- la riduzione dell’ossido di ferro (III), simile alla ruggine,
- l’ossidazione del solfuro tossico.
Il risultato? Non più la formazione di minerali neri come il monosolfuro di ferro (FeS), tipici dei fondali anossici, ma la produzione diretta di solfato, una forma stabile e meno pericolosa di zolfo.
In pratica, i batteri MISO funzionano come filtri naturali: rimuovono sostanze tossiche, fissano anidride carbonica e mantengono in equilibrio ecosistemi che rischierebbero di collassare.
L’ingegnosità invisibile della vita
«Abbiamo dimostrato che una reazione ambientale cruciale non è soltanto chimica, ma anche biologica», spiega Alexander Loy, microbiologo dell’Università di Vienna e primo autore dello studio.
«I batteri MISO – aggiunge Marc Mussmann, coautore – non solo purificano l’acqua, ma catturano anche CO₂ per crescere, proprio come fanno le piante. Sono piccoli alleati contro le zone morte degli oceani».
Una scoperta che, oltre a svelare un nuovo modo in cui la vita “respira” sulla Terra, apre scenari inattesi su come i microbi possano contribuire a contrastare inquinamento e cambiamenti climatici.
Foto di Gabriela Motta da Pixabay

